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05 Giugno 2024

Dawn Avatar Robot Cafè: a Tokyo l’intelligenza artificiale abbatte le barriere dei baristi con disabilità


Dawn Avatar Robot Cafè: a Tokyo l’intelligenza artificiale abbatte le barriere dei baristi con disabilità

Masa, Naoki e Kotonoha soffrono rispettivamente di atrofia muscolare spinale, insufficienza cardiaca e depressione, problematiche che impediscono loro di uscire di casa. Ma nonostante questo, lavorano in un bar. Come? La risposta è Dawn Avatar Robot Cafè, un locale a Tokyo che permette alle persone con disabilità fisiche e/o mentali di servire ai tavoli e interagire con i clienti, grazie agli OriHime Pilot, robot creati da Ory Laboratory e controllati a distanza.

L’idea di Dawn Avatar Robot Cafè nasce nel 2018, a Tokyo, grazie ad un’iniziativa dedicata a lavoratori disabili paralizzati, o impossibilitati a lasciare la propria abitazione, che dà vita a Dawn ver.β, una startup inclusiva, con 10 piloti OriHime, responsabili del servizio clienti. Nonostante gli sforzi, il caffè chiude, però, qualche mese dopo, per poi essere riaperto definitivamente nel 2021.

Il locale attuale è il risultato dell’impegno di Kentaro Yoshifuji e dell’Ory Laboratory, in collaborazione con la compagnia aerea All Nippon Airways (ANA), la Nippon Foundation e l’Avatar Robotic Consultative Association (ARCA), che hanno creato un progetto sperimentale permanente con gli obiettivi di alleviare la solitudine delle persone costrette a letto da malattie invalidanti, e permettere loro di lavorare e tornare a sentirsi parte della società.

In più, ispirato al concetto di “diverse avatar working network” contenuto nell’anime “Time of Eve” del 2008, e gestito da Ori Institute Co. Ltd., il caffè immagina un luogo dove umani e robot possano interagire alla pari, creando nuove frontiere di collaborazione e partecipazione sociale tramite la tecnologia.

MA COME FUNZIONA?

Innanzitutto, va chiarito che i robot non sono guidati dall’intelligenza artificiale ma da esseri umani. Sono proprio le persone che da casa li comandano, attraverso movimenti oculari che digitano le istruzioni che gli OriHime Pilot, o OriHime-D This, dovranno eseguire. Non solo i dipendenti del bar possono servire ai tavoli sfruttando le “braccia” dei robot, ma possono anche parlare con i clienti, presentandosi direttamente.

In totale le persone che lavorano al DAWN Avatar Robot Cafè sono 65, e i robot possono avere diversi compiti. Appena si entra nel locale si nota subito un androide bianco delle dimensioni di un bambino, pronto ad accogliere i clienti, salutandoli sia con la voce che con il movimento delle mani. Invece, in tutta la sala ci sono gli altri robot che girano con piatti e bevande da servire ai tavoli e, proprio qui, ci sono anche degli esemplari in miniatura che mostrano il menù e prendono gli ordini.

Ma i piloti OriHime non si limitano a questo. Infatti, ci sono anche i baristi, che tramite il robot OriHime & NEXTAGE, servono il caffè. Un esempio è quello di Mika, una pluripremiata professionista che ha dovuto interrompere la sua carriera a causa della diagnosi di SLA. Collaborando con un altro pilota, a sua volta con esperienza dietro al bancone, hanno dato vita al tele-barista, un sistema che abbina un OriHime ad un robot di fabbrica NEXTAGE, consentendo così la preparazione e il servizio a distanza del caffè.

In un mondo, quindi, in cui si sta affermando sempre di più la tecnologia in ogni contesto lavorativo DAWN Avatar Robot Cafè riesce a combinare le competenze dei baristi con l’automazione. Ed è così che, concentrandosi sull’inclusione sociale, il locale giapponese contribuisce all’aumento dell’efficienza lavorativa creando però anche nuovi posti di lavoro.

TAG: GIAPPONE,DAWN AVATAR ROBOT CAFè,INCLUSIVITà

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