Allarme Covid, in Uk stretta su orari pub. Tracollo per l’occupazione

L’emergenza coronavirus è di nuovo “in ascesa” nel Regno Unito e per questo il governo ha deciso di imporre nuove misure restrittive che tuttavia “non sono in alcun modo un nuovo lockdown”. Lo ha formalizzato il premier Boris Johnson in un intervento alla Camera dei Comuni, indicando la prospettiva di una seconda ondata come “reale” sulla scia di “Francia, Spagna e altri Paesi” e confermando la decisione di ripristinare limiti da giovedì agli orari di pub, ristoranti e bar di tutta l’Inghilterra (con coprifuoco alle 22), di tornare a incoraggiare il lavoro da casa, di estendere l’obbligo legale della mascherina e di introdurre controlli stringenti sui tetto massimo delle 6 persone nei contatti sociali. Rinviato inoltre il ritorno del pubblico negli eventi sportivi. Johnson ha notato che negli ultimi giorni i ricoveri in ospedale “sono raddoppiati”, che il livello di allerta è salito a 4 e che “ora è il momento di agire” per evitare un lockdown generale e misure più pesanti.

Misure che determinano un nuovo colpo all’occupazione nel Regno Unito, che in questo modo dopo l’emergenza Covid si troverà ad affrontare un’emergenza lavoro probabilmente ancora più drammatica. La multinazionale Whitbread, che controlla hotel e ristoranti tra cui la catena alberghiera low-cost Premier Inn, ha annunciato un taglio di 6mila posti di lavoro a causa dell’attività in continuo calo. Il gruppo, di cui fanno parte anche i ristoranti e i pub dei marchi Beefeater e Brewers Fayre, ha affermato che la riduzione riguarda quasi un quinto della sua forza lavoro. “Col settore del turismo in persistente calo, ora dobbiamo prendere decisioni molto difficili”, ha spiegato l’amministratore delegato di Whitbread, Alison Brittain.

La notizia arriva insieme a quella di un altro importante nome della ristorazione britannica, la catena di pub Wetherspoon, che ha annunciato tagli per 450 suoi dipendenti nei locali presso gli aeroporti britannici.