Acqua S.Bernardo, impatto zero entro il 2026

Ci sono percorsi che una volta intrecciatisi è difficile separare, come quello di Acqua S.Bernardo, l’acqua minimamente mineralizzata nata nel 1926, e Slow Food Italia. I punti di contatto condivisi che consolidano l’unione scorrono in profondità: cura per il territorio, protezione della biodiversità, rispetto per l’ambiente e per le persone. Sono questi solo alcuni dei valori che accomunano le due realtà, la cui sinergia viene celebrata in questi giorni alla 14ª edizione di Terra Madre Salone del Gusto.

Acqua S.Bernardo si farà interprete di questo spirito innovativo e rigenerativo presentando la sua visione sul futuro da qui al 2026, anno in cui si celebrerà il centenario dell’azienda e, cosa ancora più importante, il raggiungimento dell’impatto zero.

La mappa per il viaggio sarà tracciata a mano libera dall’abile calligrafa Nadia Leo di Torino, che all’apertura della manifestazione, nello stand di Acqua S.Bernardo, scriverà su un’enorme tela di cotone il manifesto “Un impegno fermo: impatto zero entro il 2026”, in cui sarà descritto come S.Bernardo intende dare il suo contributo nel preservare il territorio con azioni concrete e tangibili.

Tutti gli amici di S.Bernardo, i visitatori dello stand, e chiunque percepisca una comunanza di intenti con l’iniziativa, potrà lasciare un segno simbolico del suo supporto, firmando la tela e divenendo così sostenitore spirituale del progetto. A tutti i firmatari sarà dedicato uno degli alberi piantati da S.Bernardo nell’ambito delle iniziative presentate a Terra Madre.

L’impegno di S.Bernardo per l’ecosostenibilità scorrerà attraverso tre corsi principali, che insieme incarnano l’approccio “agroforestry” che anima il progetto:

– La realizzazione di un bosco di città con piantumazione di alberi in un contesto di periferia metropolitana

– La tutela di aree di prato stabile

– La riqualificazione di un’area boschiva incolta e inefficiente

È questo il progetto che Acqua S.Bernardo insieme a Slow Food presenta a Terra Madre, la decisa volontà nel realizzarlo nasce dall’esigenza di tutela della biodiversità e del territorio e dall’urgenza sempre più viva di compensare le emissioni di CO2 attraverso pratiche sane e coscienziose e che pongano al centro il ruolo imprescindibile della natura nell’equilibrio di ogni ecosistema.