birra
04 Dicembre 2020
Alfonso Marrazzo e Sara Longhi hanno aperto Senza Nome a Bologna nel 2012 per creare un luogo accogliente e aperto a tutti, udenti e non, e dare vita a uno spazio culturale polifunzionale.

“Il bar è arrivato dopo, quando ci siamo accorti che un’offerta wine and food avrebbe soddisfatto i nostri ospiti”, raccontano i due soci.
Siamo andati a conoscerli per capire se il format sia replicabile altrove (la risposta è sì) e per conoscere le maggiori criticità da gestire qualora si volesse aprire un'attività simile.
A partire dall’ordinazione. Che non è un problema, in realtà, al Senza Nome.
“Si può ordinare con il linguaggio dei segni, usando i numerosi bigliettini posti in bacheca, scrivendo su dei foglietti o ancora ricorrendo ai gesti più comuni”, spiega Sara.
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