Sostegni in base alle perdite, ma non immediati

Necessario districarsi tra varie scadenze fiscali per poter adottare il nuovo criterio basato sulla effettiva perdita di esercizio

Si discute ancora sull’ipotesi MOL per i nuovi Sostegni anticipata settimana scorsa da Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico.

Infatti si tratta di scegliere tra il criterio basato sulla perdita di fatturato e quello basato sul calo di redditività, ovvero sull’effettiva perdita di esercizio. Il primo consente rapidità nei pagamenti del contributo a fondo perduto, perché utilizzerebbe di fatto la stessa piattaforma che l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione per il primo decreto Sostegni. Il secondo criterio permette invece un rilevamento più preciso, dal momento che è basato sulle entrate e sui costi e quindi permette di erogare un contributo più equo, rispondendo probabilmente meglio alle difficoltà subite da autonomi e partite Iva.

Partendo dalla constatazione di Draghi, che in conferenza stampa si è lasciato scappare un “non si può avere tutto”, frase fatta che però ben sintetizza e fotografa la situazione, la disputa tra i due criteri potrebbe benissimo finire in un pareggio, che a seconda di come la si guardi, accontenta o delude.

In buona sostanza si potrebbe cominciare con un acconto basato sul medesimo criterio del calo di fatturato, per arrivare, non si sa esattamente quando, a un saldo o conguaglio basato sull’effettiva perdita di redditività.

Il nodo è proprio quello dei tempi. Per passare al secondo criterio infatti occorre fondare i calcoli sui bilanci delle attività economiche che fanno richiesta del contributo a fondo perduto. L’approvazione dei bilanci però che, per via della situazione emergenziale dettata dalla pandemia, è stata posticipata al 30 giugno. Questo vorrebbe dire attendere il saldo almeno a fine luglio.

Per non parlare poi di tutta quella platea di attività che adottando la contabilità semplificata, e che non è tenuta ad approvare bilanci. Per costoro, l’indicazione del premier sarebbe di fare riferimento come parametro all’imponibile fiscale, che va riportato nelle dichiarazioni, il cui termine di presentazione è fissato al 30 novembre. Di questo passo è evidente che il contributo a fondo perduto finirebbe… sotto l’albero di Natale.

Certamente si possono prevedere nuove regole, eccezioni per superare questa empasse temporale complicando un po’ il quadro normativo.

Ricordiamo però che il criterio della perdita di redditività, suggerito anche dalla disciplina europea del temporary framework, era già stato esaminato dal governo Conte 2 e non aveva trovato concreta applicazione.

 

Foto: Giorgetti incontra al Ministero i rappresentanti Fipe (mise.gov.it)