Pinot Grigio Delle Venezie Doc, il 2023 si chiude con cinque milioni di bottiglie in più

Nonostante il calo generalizzato del consumo di vino, il Pinot Grigio continua a crescere, sia in termini di volumi che di valore. Con un bilancio positivo e quasi 5 milioni di bottiglie in più sul me...

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Nonostante il calo generalizzato del consumo di vino, il Pinot Grigio continua a crescere, sia in termini di volumi che di valore. Con un bilancio positivo e quasi 5 milioni di bottiglie in più sul mercato rispetto all’anno precedente (il totale parla di 1.661.384 ettolitri imbottigliati) la doc ha chiuso il 2023 confermandosi come il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione d'origine le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento.

Sono passati sette anni da quando la Denominazione venne costituita, affiancandosi ad altre venti denominazioni di origine coinvolte nella produzione di Pinot Grigio nel Triveneto. Ad oggi nel Nordest si produce l'85% del Pinot grigio italiano – e il 43% di quello globale – e si contano 25.000 ettari vitati a Pinot Grigio potenzialmente destinati alla Doc Delle Venezie, con una produzione di 240 milioni di bottiglie/anno e una filiera produttiva rappresentata da 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 imprese di imbottigliamento”, ha sottolineato Albino Armani, presidente del Consorzio DOC Delle Venezie.

Per quanto riguarda i canali distributivi, le aziende oggetto da un'indagine condotta recentemente dalla Doc delle Venezie rappresentano sopuratto Horeca e grossisti (46% a testa), seguite dalla Gdo (42%); proprio quest'ultima, è stata protagonista nel corso degli ultimi dodici mesi del più grande progresso (+57%) rispetto agli altri canali.

In particolare, tra le aziende che si servono dell'Horeca, il 26% vende tramite questo canale tra il 10% e il 20% del proprio prodotto. Per la Gdo, invece, il 27% delle aziende vende attraverso questo canale distributivo tra il 70 e il 90% del proprio prodotto); mentre per i grossisti, il 26% vende attraverso questo canale tra il 50 e il 70% del proprio prodotto.

BIO E CERTIFICAZIONI

Secondo una recente ricerca svolta da Ismea, le aziende appartenenti al Pinot Grigio DOC Delle Venezie credono per la maggior parte nel biologico e a schemi volontari di sostenibilità, .

"In questo senso, non possiamo non elogiare la sensibilità e la pronta risposta degli agricoltori nell'adesione alla coltivazione con il metodo biologico e/o agli schemi di certificazione volontaria SQNPI, ViVa ed Equalitas”, dice a questo proposito Franco Passador, ad di Vivo Cantine Viticoltori Veneto Orientale mettendo in evidenza anche un ulteriore e importante elemento distintivo del Pinot Grigio DOC Delle Venezie, ovvero la filiera interamente certificata che utilizza su tutto il vino confezionato in commercio il contrassegno di Stato a garanzia della tracciabilità.

“Si tratta di un elemento spesso trascurato nella comunicazione al consumatore che invece dovrebbe essere posto in primo piano, a differenza di altre produzioni di Pinot Grigio a livello nazionale che sono sul mercato prive del contrassegno di Stato - prosegue Passador -. La fascetta contrassegno di Stato è uno dei nostri punti di forza, un messaggio che il consumatore deve comprendere e privilegiare nella scelta d’acquisto”.

FOCUS SULL'EXPORT

A caratterizzare la DOC è anche la vocazione all'export: il 94% del campione preso in esame dall'indagine dichiara di vendere il Pinot grigio Delle Venezie all’estero e, tra le aziende coinvolte, il 24% del campione esporta più del 90% dell’imbottigliato (la quota sale al 51% se si considerano le aziende che lo esportano per oltre il 70% della produzione).

La principale destinazione è il Nord America (58%) seguito dall’Europa (52%), con quote decisamente inferiori per Asia, Africa e Sud America. Nello specifico il 52% delle aziende del campione dichiara di esportare negli Stati Uniti, il 39% nel Regno Unito e in Germania, il 24% nell’Est Europa, il 21% in Canada, il 9% sia in Cina che in Giappone.

“Nei mercati dove la presenza del Pinot Grigio Delle Venezie è più consolidata, come il Nord America, Gran Bretagna ed Europa Continentale, il nostro obiettivo principale deve essere la premiumizzazione del prodotto, associandolo ai grandi marchi trainanti che aiutino a renderlo un vero e proprio simbolo di eccellenza sul mercato”, commenta Massimo Romani, ad di Argea.

Che aggiunge: “Il nostro Pinot Grigio del Nordest già possiede nella propria natura molti elementi che ne determinano il successo. Tuttavia, considerando i buoni risultati registrati da altri Pinot Grigio territoriali, ad esempio quello siciliano ed abruzzese, sarà essenziale concentrarsi sull'incremento del valore e sui caratteri distintivi della DOC Delle Venezie”.

USA PRIMO MERCATO PER LE ESPORTAZIONI

Inevitabile il focus sugli Stati Uniti, primo Paese di riferimento per l’export della DOC delle Venezie. A tal proposito Enrico Zanoni, direttore generale di Cavit, spiega come il successo del Pinot Grigio nel mercato d'oltreoceano sia stato influenzato da diversi fattori: “Il nostro ruolo di pionieri nell'introdurre questa varietà negli Stati Uniti alla fine degli anni Settanta ha avuto un impatto significativo favorito all’inizio degli anni Ottanta e per tutti gli anni Novanta, dalla ricerca da parte del consumatore di un'alternativa al più diffuso Chardonnay californiano.
Il Pinot Grigio italiano
- ha proseguito Zanoni - continua a mostrare grande resilienza in un mercato che oggi invece manifesta disaffezione al vino soprattutto da parte della fascia più giovane di consumatoriInoltre non possiamo sottovalutare l'importanza del valore di marca nella promozione del prodotto, tenendo conto che il valore della denominazione deve crescere parallelamente a quello dei grandi brand”.
Rispetto al prossimo futuro, infine, Zanoni ritiene che all’interno di un mercato in evoluzione come quello americano, il Pinot Grigio italiano - inclusa quindi la DOC delle Venezie - continuerà a rappresentare il competitor numero uno del Pinot Grigio statunitense.

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