Svolta storica per Temakinho: non più solo samba e sushi, l’offerta diventa internazionale

Cambia il sapore di Temakinho. Questione di contaminazione gastronomica. Niente stravolgimenti totali intendiamoci, ma un’interessante apertura verso altri connubi culinari, al di fuori di quello orig...

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Cambia il sapore di Temakinho. Questione di contaminazione gastronomica. Niente stravolgimenti totali intendiamoci, ma un’interessante apertura verso altri connubi culinari, al di fuori di quello originario tra Brasile e Giappone. 

La catena nata nel 2012, proponendosi come prima realtà foodservice a proporre piatti di cucina nippo-brasiliana e che oggi è presente in Italia con 13 ristoranti (più uno all’estero, in Francia a Lione), ha infatti deciso di modificare una buona parte del suo menu. Si parla dunque di alleanze con Paesi (Italia compresa) solo geograficamente distanti, ma con i quali il connubio culinario è stato reso possibile. Un flusso di passaporti del gusto che si intersecano tra loro e che hanno portato il marchio a introdurre nella sua offerta nuove ricette a forte respiro internazionale. 

La decisione è stata maturata dai vertici della proprietà della catena, ovvero Cigierre, società friulana specializzata nello sviluppo e gestione di ristoranti tematici multietnici e che annovera nel suo portafoglio insegne come Pizzikotto e Old Wild West, e le nuove proposte culinarie si possono ordinare dal 4 dicembre.
Il primo passo è stato quello di alleggerire il menu, mantenendo solo i piatti ritenuti più originali e aggiungendone di nuovi frutto di gastro-contaminazioni. Alla fine, con questo turn over si è passati dalle 100 ricette iniziali alle attuali 68. 

La decisione è stata maturata dai vertici della proprietà della catena, ovvero Cigierre, società friulana specializzata nello sviluppo e gestione di ristoranti tematici multietnici e che annovera nel suo portafoglio insegne come Pizzikotto e Old Wild West, e le nuove proposte culinarie si possono ordinare dal 4 dicembre.

Il primo passo è stato quello di alleggerire il menu, mantenendo solo i piatti ritenuti più originali e aggiungendone di nuovi frutto di gastro-contaminazioni. Alla fine, con questo turn over si è passati dalle 100 ricette iniziali alle attuali 68. 

Il progetto ha contemplato anche il bere miscelato. La drink list è stata ampliata e, se prima accoglieva prevalentemente Caipirinha e alcuni grandi classici della mixology, con il rinnovamento in atto sono stati introdotti sei nuovi signature, tutti firmati da Massimiliano Stassi, resident bartender di Temakinho, che a sua volta ha elaborato un mix di sapori di varia provenienza territoriale.

Il cambiamento voluto da Cigierre si è reso necessario anche per rilanciare un brand che nel 2022 ha accusato, come si legge nell’ultimo bilancio del gruppo, una perdita netta di 12 milioni di euro dovuta a un contesto economico difficile che ha penalizzato molte realtà del canale foodservice, a fronte di un giro di affari di 22 milioni di euro.

La strategia a breve termine non prevede un’espansione dei punti di consumo, ma il consolidamento di quelli ritenuti più strategici, tra cui il ristorante in Via Boccaccio a Milano, dove nei prossimi giorni e per tutto il 2024 saranno organizzate serate ‘social dinner’, all’insegna dell’entertainment con danze e musiche dal vivo. 

Al tempo stesso, il management della società friulana guarda con interesse al canale travel retail. «Gli aeroporti dove siamo già presenti si sono confermati ad alto potenziale per la nostra insegna – ha confidato a MixerPlanet Paola Macrì, Business Unit Manager di Pizzikotto e Temakinho. Dopo Linate e Fiumicino, dove abbiamo aperto un punto vendita rispettivamente ad aprile del 2022 e a giugno di quest’anno, stiamo monitorando altri scali, anche se eventuali inaugurazioni non sono previste nell’immediato. C’è poi la volontà di crescere all’estero, puntando in primis sulla Francia che è un paese che ha fornito ottimi riscontri». 

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