Posti all’aperto e dehors convincono gli italiani. Mentre si avvicina la data del 31 dicembre 2023 in cui scadrà la durata delle semplificazioni previste per la posa in opera dei dehors (ma sono già pronti gli emendamenti al Ddl Concorrenza per prolungare alla fine del 2024 il regime 'facilitato'), l’aumento di tavoli e spazi attrezzati all’esterno di ristoranti, bar, pub e altri pubblici esercizi riscuote largo consenso tra i consumatori.
Seconod un sondaggio condotto da SWG per Fiepet, l’associazione dei pubblici esercizi Confesercenti, su un panel di mille soggetti maggiorenni residenti in Italia, tre italiani su quattro lo ritengono un fatto positivo, a fronte di un 25% circa che ha un giudizio negativo.
LA SPINTA PANDEMICA
La rete italiana dei pubblici esercizi ha sempre previsto spazi fuori dal locale per il consumo, grazie anche al fattore climatico che, in alcune zone del Paese, garantisce temperature miti per gran parte dell’anno. La quantità di posti all’esterno – dai dehors più strutturati ai semplici tavolini all’aperto – è però aumentata rapidamente con la pandemia, quando la stessa autorità sanitaria ha consigliato il consumo all’aperto per ridurre i rischi di contagio.
Solo nel 2021, secondo le stime Fiepet Confesercenti, le imprese hanno allestito nuovi spazi esterni per un totale complessivo di quasi 750mila metri quadri, pari a 180mila tavoli. Una piccola rivoluzione che ha contribuito alla resilienza del comparto: tra il 2018 ed il 2023 le imprese di ristorazione sono passate da circa 147mila ad oltre 158mila, con una crescita del +7,6%.
VANTAGGI E SVANTAGGI
Una rivoluzione nella modalità di consumo, che è presto diventata un’abitudine gradita non solo ai turisti, ma anche ai residenti. Tra gli italiani che promuovono l’aumento di posti, il 50% ritiene che la maggior disponibilità di tavolini nelle piazze e nelle strade permetta di godersi meglio la bellezza dei luoghi, mentre un 43% preferisce il consumo all’aperto perché permette, d’estate, di stare più freschi senza aria condizionata.
Inoltre, il 28% valuta positivamente – eredità, anche questa, della pandemia – la riduzione dei rischi di contagio. Per il 18%, invece, gli spazi all’aperto sono semplicemente più comodi. Tra le perplessità, invece, l’occupazione eccessiva dei marciapiedi (52%), la confusione nelle strade (39%) e la perdita di posti auto (25%).
QUANDO E QUANDO SI MANGIA ALL'APERTO
Anche i contrari, però, mostrano di gradire i tavoli all’aperto. Un avventore su due, quando si reca in un ristorante della propria città, chiede di poter sedere all’esterno spesso (34%) o sempre (16%), mentre solo il 9% sostiene di non chiederlo mai. La preferenza cresce con la bella stagione: durante l’ultima estate, nel tempo libero, il 24% ha sempre usufruito di tavoli all’aperto e il 33% spesso. E se possibile, gli italiani lo farebbero anche nella brutta stagione: il 60% pensa che – con opportuni accorgimenti – i posti all’esterno sarebbero fruibili e desiderabili anche durante l’autunno e inverno.
“Dehors e tavoli all’aperto aumentano l’attrattività delle nostre strade e piazze, permettono di affrontare in modo sostenibile i picchi di calore – sempre più frequenti – e sono anche un argine efficace alle attività di somministrazione abusive nelle strade e quindi alla malamovida. Soprattutto, incontrano il favore dei consumatori che hanno sposato la rivoluzione della modalità di consumo e ne usufruirebbero anche di inverno”, commenta Giancarlo Banchieri, Presidente Fiepet Confesercenti.
Che aggiunge: “Purtroppo, però, un tavolo su due, secondo le nostre stime, potrebbe essere a rischio: il 31 dicembre di quest’anno scadrà la cosiddetta proroga ‘dehors’, una semplificazione che ha permesso finora il mantenimento degli spazi esterni. Serve una norma strutturale per mantenerli: assicurano un servizio ai cittadini che, viste le trasformazioni climatiche e dei modelli di consumo, è divenuto ormai un’esigenza stabile”.
Dehors selvaggi a Roma, gli esercenti al Comune: serve subito un regolamento
diSergio Paolantoni*
La lettera del presidente della Fipe-Roma: «Contrari all'abusivismo e allo scarso decoro»
Strade e marciapiedi invasi dai tavolini
I tavolini invadono strade e marciapiedi a Roma
L'ultima notizia sulla materia dehors arriva da Roma. Dopo che a Milano il sindaco Sala ha promesso l'introduzione , a poco meno di due mesi dall'abrogazione delle norme semplificate per l'occupazione degli spazi alla'perto (il 31 dicembre scade infatti, ndr), nella Città Eterna il presidente di Fipe-Roma, Sergio Paolantoni, è intervenuto nuovamente sulla questione
“La FIPE insieme con altre categorie ha firmato una protocollo di intesa per un confronto in questi ultimi mesi con l’Assessorato al commercio per redigere un nuovo protocollo che tenga conto delle mutate esigenze della clientela, del nuovo modo di vivere all’aperto dettato dalla triste esperienza del Covid e che tenga conto prima di ogni altra cosa del decoro della Città ed il rispetto dei cittadini”.
La posizione di Paolantoni in merito è chiara: “Noi non occupiamo il suolo pubblico, ma lo valorizziamo, diamo luce alle strade, le manteniamo pulite e decorose, diamo sicurezza ai cittadini e combattiamo la mala movida e le attività illegali a fianco della autorità e dell’amministrazione”.