09 Luglio 2014

Alla prossima finale europea della Rose’s Cup, in programma a Copenaghen nel 2015, per l’Italia gareggeranno Luca Angeli –bar manger del Four Season di Firenze-, Luca Marcellin –bar manager del Four Season di Milano- e Flavio Esposito, -bar manager del Boutique12 dell’Hotel Mercure di Milano-. Sono i vincitori del secondo campionato
nazionale Rose’s Cup organizzato al Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano da OnestiGroup, distributore per il mercato italiano dei Rose’s Cordial Mixer. Comune denominatore: sono tutti responsabili dell’offerta beverage di alberghi di lusso.
Protagonisti della competizione, interamente dedicata ai Rose’s Cordial Mixer, sono stati 30 selezionatissimi bartender impegnati in una sfida a suon di cocktail. Per la cronaca, leit motiv è stato Elderflower, nuovo prodotto al gusto di fiori di sambuco della gamma Rose’s Cordial Mixer, lanciato proprio in occasione della gara. Tema d’ispirazione, il viaggio.
Non stupitevi: del resto, la storia del brand Rose’s è iniziata nel lontano 1867. Allora i marinai della marina inglese soffrivano spesso di scorbuto, malattia provocata dalla mancanza di vitamina C. E proprio per combattere questo male, Mr. Lauchlin Rose cominciò a produrre il succo di lime, ricco di vitamina C. Risultato? Con la crescita delle richieste, Mr. Rose fondò la prima marca di succo di lime: Rose’s Cordial Mixer.
«Il mondo del mixability italiano sta vivendo un momento d’oro. Merito anche della crescente sensibilità da parte delle aziende che hanno moltiplicato concorsi e viaggi educational alla scoperta di fabbriche e prodotti. Le gare, in particolare, sono un’occasione imperdibile per imparare nuove tecniche, raccogliere spunti di ispirazione e condividere esperienze», osserva Flavio Esposito. «Non solo: i concorsi sono utili per rafforzare la sinergia tra gli operatori. Il che è molto positivo: la nascita di “un sistema barman” aiuta a diffondere cultura, competenza e innovazione», aggiunge Luca Angelini. E Luca Marcellin conclude: «Sono d’accordo: per i barman italiani è un momento d’oro. Secondo me, anche i media giocano un ruolo importante: dando spazio al nostro mondo, stimolano una piccola rivoluzione culturale».
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