12 Maggio 2017

Il Manifesto dell’Espresso: il parere di Edy Bieker (Sandalj)

di Marco Oltrona Visconti


Il Manifesto dell’Espresso: il parere di Edy Bieker (Sandalj)

La proposta di Scaa relativa alla redazione di un Manifesto del Caffè Espresso Italiano non ha mancato di suscitare reazioni nel mercato. Ecco il parere di Edy Bieker, Amministratore Delegato Area Qualità e Formazione di Sandalj

Bieker, lei è stato contattato dalla SCA per fornire un contributo tecnico nell’ambito della creazione del Manifesto del caffè espresso italiano. Quale il suo approccio?

Mi è stato proposto di partecipare assieme a un gruppo, che dovrebbe prevedere la partecipazione di esperti non solo nazionali, a uno studio di fattibilità per redigere una scheda di analisi tecnica relativa al sistema di estrazione dell’espresso. Ho accettato perché ritengo necessario fare chiarezza in merito ai diversi parametri utilizzati in quella usata per la Cup of Excellence, o al sistema internazionalmente utilizzato definito “alla Brasiliana”, che prevede una procedura diversa basata sul principio della filtrazione, tecnica che, con tutte le sue varianti presenti sul mercato, rappresenta circa il 90% dei consumi mondiali. Ho aderito anche perché il sistema di estrazione definito “espresso” non può più essere considerato un presidio solamente italiano, ma ormai internazionale. Tuttavia, non esiste ancora una scheda d’assaggio specifica per l’espresso. Il mio approccio pertanto prevede una diffusione di quella che è la conoscenza e la cultura di ciò che si può percepire, nel male e nel bene, in una tazzina di espresso.

Quale il punto di partenza per definirne le caratteristiche?

Nel nostro ambiente alcuni di noi specificano che la parola “espresso” è il participio passato del verbo esprimere. Un passaggio che ci porta a riflettere sulla tecnica di preparazione che è appunto finalizzata a “esprimere” una bevanda fatta sul momento. Una sfumatura lessicale fondamentale che sottolinea come il procedimento sia rapido e veloce, caratteristiche che non si riscontrano negli altri sistemi: nell’attesa del riscaldamento dell’acqua, presentano tempi di attesa ben più lunghi dei 20-30 secondi tipici e necessari alla preparazione di un espresso convenzionalmente riconosciuto. L’altra peculiarità dell’espresso è la crema, una prerogativa che può essere analizzata sotto l’aspetto visivo e sensoriale. Tuttavia l’abitudine da parte dei produttori di caffè a bere e assaggiare alla “brasiliana”, ha portato negli anni a definire i canoni di un “buon caffè” secondo questo sistema. Ciò comporta, un deficit di conoscenza di tutto ciò che riguarda l’analisi sensoriale legata all’espresso che coinvolge tutta la filiera che utilizza questa tecnica di estrazione, sino ad arrivare ai consumatori finali. Infatti, il procedimento per arrivare alla tazzina di espresso è ben diverso: la tostatura è più scura, quindi più intensa, la macinatura è più fine e compressa in un filtro rigido, la macchina estrae con 9 bar di pressione, in una macchina classica non a leva, con una temperatura che può variare dai 90 a 94 gradi circa. Ne consegue una bevanda molto più ristretta, con una diversa caramellizzazione degli zuccheri.

Questo cosa comporta sotto il profilo organolettico e definitorio?

Per esempio componenti di amaro più spiccate, ma non necessariamente sgradevoli. I sentori di cioccolato fondente, di nocciola, di frutta secca rappresentano note di amaro piacevoli al gusto, forse più facili da interpretare rispetto ai sentori citrici del succo di limone maturo, ma ambedue si possono percepire nell’espresso e considerare positivi. Note spiacevoli sono invece il gusto di terra, di legno e l’astringenza, che in alcuni caffè possono rappresentare una caratteristica. Questo per dire che l’amaro o altri sentori del bouquet possono essere considerati difetti oppure no. Aspetti che vanno chiariti in quanto, a seconda del mercato di consumo, ci deve essere consapevolezza da parte dell’utente finale in merito alla scelta del prodotto. Come, partendo dall’origine, ci deve essere una maggior conoscenza del produttore e a cascata di tutta la filiera successiva.

Il Manifesto dell’Espresso: la cruda realtà raccontata dagli importatori

Il Manifesto dell’Espresso: il parere di Simone Pecora (Aziende Riunite

Caffè espresso: che cos’è la piramide della qualità

TAG: MIXER 296,PRIMO PIANO,MANIFESTO DELL’ESPRESSO

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Facebook Seguici su Instagram

Oppure rimani sempre aggiornato sul mondo del fuori casa iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

30/01/2026

Il 2026 si apre all’insegna di una novità di grande rilievo per Col Vetoraz, che arricchisce la propria linea di produzione con il Distillato d’Uva.Parliamo di un prodotto...

30/01/2026

Cosa può insegnarci una cassetta di cottura sulla trasformazione sociale? Come si traduce un gesto apparentemente minimo in leva di cambiamento collettivo? Di questo tema si è occupata la tavola...

29/01/2026

Inizia a febbraio 2026 l’importazione in esclusiva per il territorio italiano che Brewrise farà delle specialità della Brasserie Dupont, storico birrificio belga, icona della Vallonia e...

29/01/2026

Si avvicina sempre di più IEI Connect previsto per il 25 febbraio a Milano presso Excelsior Hotel Gallia. Nell’evento l’Istituto Espresso Italiano (IEI) offrirà momento di confronto e...

 





Iscriviti alla newsletter!

I PIÙ LETTI

Nasce “Madeleine, la cucina ricorda”, il primo videopodcast della media company HQF Studio che racconta i protagonisti dell’alta cucina italiana attraverso una prospettiva inedita: la memoria...


Un’innovazione di packaging nata dall’ascolto del mercato e dal confronto diretto con gli chef, pensata per accompagnare il lavoro quotidiano in cucina. E' la nuova Chef’s Bottle di Heinz,...


Un’innovazione di packaging nata dall’ascolto del mercato e dal confronto diretto con gli chef, pensata per accompagnare il lavoro quotidiano in cucina. E' la nuova Chef’s Bottle di Heinz,...


Tecniche, materie prime e visione. Come già l'anno scorso riparte il programma dei GrosMarket LiveLab, pensati dall'insegna dell’insegna del Gruppo Sogegross per accompagnare chef, pizzaioli,...


Prosegue il percorso del Manifesto “La Responsabilità delle Scelte”, promosso da ANBC-FIPE – Associazione Nazionale Banqueting e Catering, che mercoledì 21 gennaio ha fatto tappa a...


I VIDEO CORSI







I LUNEDÌ DI MIXER

Il Lunedì di Mixer è tornato. Ogni settimana un appuntamento fisso con le ricette (e i consigli) di Giacomo Fiume, founder di The World of Distillery, oltre che del ristorante...


Il Lunedì di Mixer è tornato. Ogni settimana un appuntamento fisso con le ricette (e i consigli) di Giacomo Fiume, founder di The World of Distillery, oltre che del ristorante Osteria San Giovanni...


Il Lunedì di Mixer è tornato. Ogni settimana un appuntamento fisso con le ricette (e i consigli) di Giacomo Fiume, founder di The World of Distillery, oltre che del ristorante...


Il Lunedì di Mixer è tornato. Ogni settimana un appuntamento fisso con le ricette (e i consigli) di Giacomo Fiume, founder di The World of Distillery, oltre che del ristorante...


Il Lunedì di Mixer è tornato. Ogni settimana un appuntamento fisso con le ricette (e i consigli) di Giacomo Fiume, founder di The World of Distillery, oltre che del ristorante Osteria San Giovanni...



È andata all'amaro Amara la medaglia d'oro della Spirits Selection del Concours Mondial de Bruxelles: il riconoscimento, ottenuto a due anni di distanza da quello al World Liqueur Awards, è frutto...


Quine srl

Direzione, amministrazione, redazione, pubblicità

Tel. +39 02 864105 | Fax +39 02 72016740 | P.I.: 13002100157

©2026 - Tutti i diritti riservati - Responsabile della protezione dati: dpo@lswr.it
Privacy Policy

Top