Italia più cashless: +70% di transazioni e scontrino medio più piccolo

E’ sempre più diffuso l’uso del cashless in Italia, con uno scontrino medio più “piccolo”, che scende sotto i 50 euro, con le transazioni inferiori a 5 euro che hanno registrato una crescita addirittura del 67% nel 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

È quanto emerge dall’Osservatorio di SumUp che, tra le altre cose, ha messo in luce come tra i commercianti tricolori il Food&Grocery sia stato tra i meno dinamici durante il 2021, con un aumento del 16,8% del transato medio senza contanti, e del 36,3% per quanto riguarda il numero di transazioni. Secondo SumUp, infatti, il valore del transato medio cashless dei commercianti è cresciuto nell’ultimo anno del 43,6% rispettoal 2020, con un aumento del 53,3% nel confronto tra 2019 e 2021.

 

Introdurre nuove tecnologie per il pagamento (47%), digitalizzare la propria attività (40%), modificare il proprio catalogo di prodotti (30%): sono questi i principali cambiamenti che hanno messo in campo gli esercenti italiani tra il 2020 e il 2021 per reagire alle restrizioni e alle nuove abitudini da parte dei consumatori in seguito alla pandemia. In particolare, oltre la metà dei commercianti italiani sottolinea di aver notato nel corso dell’anno un cambio di comportamento da parte dei propri clienti, che nel 53% dei casi sono più propensi a pagare senza contanti.

Come si ricorderà, dal punto di vista normativo, il 2022 potrebbe portare un significativo giro di vite per chi non accetta i pagamenti digitali. Dal 1° gennaio, infatti, potrebbero arrivare le sanzioni per gli esercenti che non accettano pagamenti con carte di debito o di credito. La commissione Bilancio alla Camera ha infatti approvato un emendamento alla legge che converte il decreto legge Recovery, quello dedicato al Pnrr (il piano nazionale di ripresa e resilienza), che introduce una sanzione amministrativa pari a 30 euro a cui va aggiunta una percentuale pari al 4% del valore del pagamento rifiutato.

Nel dettaglio, l’esercente o il professionista deve accettare almeno una tipologia di carta di debito e una di carta di credito (identificate dal marchio del circuito di appartenenza): questi sono i requisiti richiesti affinché l’obbligo venga assolto. Non è quindi richiesto che vengano accettati tutti i pagamenti digitali, ma – nel momento in cui l’esecente aderisce a un circuito – deve sempre accettare i pagamenti con strumenti appartenenti a quel circuito, pena il rischio di incorrere nella sanzione.