Dai bar ai ristoranti, boom dei prezzi in vista del Natale

Tutte le principali associazioni dei consumatori sono d’accordo. I rincari generalizzati di materie prime, energia e carburanti peseranno sulle tasche delle famiglie anche a Natale. 

Se i panificatori milanesi hanno già lanciato l’allarme su panettoni e pandori (aumenteranno di media del 10% rispetto ad un anno fa, con punte fino al 20%), secondo l’osservatorio di Federconsumatori il prezzo di un chilo di farina è salito da 0,79 euro di marzo, quando già si registravano alcune tensioni sui costi delle materie prime, a 1,09 euro di ottobre, con un aumento del 38%. In aumento anche uova, nocciole, mandorle. Risultato: per una famiglia di quattro persone, la “stangata” potrebbe arrivare a 1.000 euro annui.

Gli aumenti riguarderanno anche i ristoranti, con un incremento che secondo il Codacons arriveranno al +3,1% entro la fine dell’anno. Al bar, intanto, il caro-caffè è già diventato realtà tanto che per Assoutenti, “la colazione al bar potrebbe presto diventare un lusso da ricchi”.

Da inizio anno, d’altronde, le quotazioni del caffè sono aumentate dell’80%, quelle del latte del 60%, lo zucchero segna un +30%, le uova +26% e il cacao +20%. A questi rincari va poi aggiunto l’aumento della bolletta di luce e gas scattato lo scorso ottobre.

La colazione con cappuccino e cornetto consumata al bar potrebbe dunque presto passare da una media di 2,4 euro attuali al record di 3,4 euro come conseguenza dei rincari, per un aumento del +41,6%. Per la classica tazzina di caffè espresso, invece, i listini potrebbero passare dagli attuali 1,09 euro a 1,50 euro, con un aumento del +37,6%.