Aumento del costo del caffè, non dipende solo dalla materia prima

Ne abbiamo già parlato qualche giorno fa: l’aumento del costo del caffè continua ad impensierire. Il vicedirettore generale di Fipe Confcommercio, Luciano Sbraga, però spiega all’AGI che l’incidenza sul prezzo del caffè torrefatto è limitatamente connessa alla materia prima.

«Sul mercato italiano si registra un incremento del 20-25%: la miscela che veniva importata a 6 euro ora viaggia sugli 8 euro. Ma in una tazzina ci sono circa 7 grammi di caffè, e l’incidenza sul prezzo finale è del 20%, cioè 17-18 centesimi su 1 euro. Quindi anche un aumento di un paio di euro al chilo di caffè verde non può avere riflessi importanti sul prodotto finale. Per quest’anno non ci aspettiamo grandi tensioni sui prezzi – prosegue Sbraga – ma certo dobbiamo sperare che non ci siano aumenti su altre materie prime».

La pandemia ha fatto registrare (prevedibilmente) l’aumento del consumo domestico abbinato al boom dell’espresso in cialde, ma le riaperture stanno progressivamente riportando la situazione alla normalità. «L’espresso casalingo non ha un effetto cannibalizzante anzi, la diffusione delle cialde ha accresciuto la sensibilità del consumatore per la qualità» afferma Sbraga.