Con l’approvazione definitiva del Senato al ddl Pmi, si compie un nuovo importante passo nel tragitto verso una maggiore trasparenza e autenticità delle recensioni online, a tutela non solo degli operatori del settore ma anche dei consumatori.
Il Capo IV del provvedimento, artt. 18-13, affronta infatti il tema delle recensioni fake stabilendo requisiti vincolanti per la loro liceità. In particolare, la recensione online è lecita se è rilasciata non oltre trenta giorni dalla data di utilizzo del prodotto o di fruizione del servizio da chi ha effettivamente e personalmente utilizzato i servizi o le prestazioni; risponde alla tipologia del prodotto utilizzato o alle caratteristiche della struttura che lo offre; non è il frutto della dazione o della promessa di sconti, benefici o altra utilità da parte del fornitore o dei suoi intermediari. Invece, la recensione è illecita quando non proveniente da persona fisica che abbia effettivamente utilizzato il prodotto.
Inoltre, le recensioni si presumono autentiche se corredate dall’apposita documentazione fiscale. Mentre non sono più lecite decorsi due anni dalla pubblicazione. Il legale rappresentante della struttura recensita può segnalare le recensioni che non rispettano questi requisiti di liceità. Il testo normativo prevede il divieto di acquisto e cessione, a qualsiasi titolo, anche tra imprenditori e intermediari, di recensioni online, apprezzamenti o interazioni.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, in raccordo tra gli altri col ministero del Turismo, adotta apposite linee guida che orientino le imprese nell’adozione di accorgimenti idonei ad assicurare il rispetto dei requisiti di liceità delle recensioni online, anche svolgendo un monitoraggio annuale e riferendo alle Camere. «L’approvazione della normativa sulle false recensioni segna il raggiungimento di uno storico traguardo a tutela di imprese e consumatori - ha dichiarato il ministro del Turismo Daniela Santanchè -. La nuova legge, fortemente voluta dal ministero del Turismo, è una significativa presa di posizione contro quelle pratiche scorrette che danneggiano il tessuto imprenditoriale ed economico, intaccando la reputazione delle aziende e ingannando i turisti. Siamo orgogliosi di essere i pionieri, in Europa, su una tematica di stretta attualità sulla quale era necessario e doveroso intervenire per garantire trasparenza, correttezza e legalità nel mercato».
FIPE, STOPPANI: «UN ATTO DI CIVILTÀ»
Anche la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) esprime apprezzamento per l’impegno nell’avviare la definizione di un sistema volto a garantire una più efficace tutela della reputazione digitale delle imprese del turismo. E ribadisce la necessità di mantenere alta l’attenzione per le piccole e medie imprese della ristorazione che hanno una crescente dipendenza dalle piattaforme di recensioni e motori di ricerca online, soprattutto in Paesi ad alto tasso turistico come l’Italia. Per queste realtà, infatti, le recensioni online rappresentano uno strumento di visibilità e competitività sempre più determinante: ogni valutazione non autentica può avere un impatto significativo sul fatturato e sulla fiducia dei clienti. Garantire trasparenza e affidabilità diventa quindi essenziale per salvaguardare l’affidabilità del mercato digitale e favorire una leale concorrenza.
«L'approvazione di questa legge è un atto di civiltà e primo passo per dotarci di strumenti normativi più adeguati ad affrontare le sfide del mercato contemporaneo - ha dichiarato Lino Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio -. La battaglia contro le false recensioni è una premessa necessaria per costruire e rafforzare fiducia tra le imprese e i consumatori».
Oltre al tema digitale, il ddl Pmi contiene misure rilevanti in ambito sociale e sindacale, tra cui l'istituzione del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e l'agevolazione per il part time incentivato a supporto del ricambio generazionale. Si attende ora la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta ufficiale e conseguentemente la sua effettiva entrata in vigore.