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NOVEMBRE/DICEMBRE 2014
bisogna saperla targhettizzare correttamente, poichè
anche il pubblico virtuale è potenzialmente molto va-
sto.Aggiunge Gabriele Zerbi: “Raggiungere il target è
complesso.
Dobbiamo ancora arrivarci perché, avendo iniziato da
poco, non abbiamo ancora dati storici assestati. Come
sistema di promozione si punta ovviamente sul web,
ma i metodi disponibili, come la profilazione degli an-
nunci pubblicitari o le liste di indirizzi e-mail in Italia
secondo me sono ancora perfezionabili”.
A conferma della difficoltà di targettizzare la comuni-
cazione e raggiungere un pubblico davvero interessato
arriva la constatazione di Giuse Pasanisi: “Il sito è molto
cliccato, ma la forbice fra contatti e ordini è troppo
ampia: ad acquistare è lo 0,5% di chi visita il sito”.
E i negozi fisici?
Alla fine di questo breve excursus, è doverosa una ri-
flessione sui rapporti fra canale online e negozi fisici,
e sulla loro eventuale integrazione. Cosa ne pensano i
nostri tre intervistati?
“Crediamo che la distribuzione in direzione e-commerce
avrà si futuro, ma non abbatterà mai il sano e vecchio
mercato offline” risponde Cassandra. “Sicuramente ci
saranno casi di successo in determinati settori, o forse
il miglioramento dei servizi web da parte delle grandi
insegne della GDO, ma non avverrà mai uno spode-
stamento, poichè la logistica e il magazzino sono temi
centrali.
Avere però un ecommerce di successo non precluce
ad avere punti vendita, anzi l’abbinata è decisamente
vincente”.
“Stiamo pensando all’apertura di punti vendita” rivela
Gabriele Zerbi. “In effetti l’online da solo rischia di
non bastare. I clienti vogliono avere la possibilità di
assaggiare senza delegare ad altri, benché qualificati.
Stiamo riflettendo su delle aperture a Milano, anche
in ottica di Expo. Da un punto di vista dei margini,
fra online e negozio fisico la partita si gioca fra spese
logistiche nel primo caso e affitti nel secondo.
Gli affitti cambiano molto a seconda della location,
quindi non si può fare un confronto”.
Per quelli di Italy Food & Wine, l’integrazione onli-
ne-punti vendita è già un dato acquisito, ed è proprio
sul versante dei negozi fisici che sembrano arrivare
i riscontri più incoraggianti : “Contestualmente all’e-
commerce stiamo lanciando una catena di negozi in
franchising, e l’interesse è alto” racconta Giuse Pasanisi.
“Abbiamo ricevuto diverse richieste. In questo caso
però il problema è la difficoltà nell’accesso al credito
per ottenere il capitale iniziale”.
S
I
l orire del commercio on line sta portando alla ribalta
svariate soluzioni in cui il business si arricchisce di
sfumature inedite. Come, ad esempio, nel caso del
portale di e-commerce MySmartFood.it che va oltre il
semplice binomio vendita-acquisto.
«Chi acquista prodotti alimentari su MySmartFood.
it - afferma infatti Antonio Antonacci co- founder della
Startup insieme a Nicola Casassa - decide di aderire
a un progetto su una piattaforma relazionale, dove si
condividono un nuovo formato d’offerta, mirato alle reali
esigenze del consumatore».
«Perché MySmartFood.it - precisa Casassa -non è solo
un negozio online, né un intermediario etico tra produt-
tore e consumatore.
È molto di più: guarda alla relazione uomo-cibo».Grazie
infatti alla collaborazione di valenti nutrizionisti, sul por-
tale sarà sempre disponibile un Piano Nutrizionale che
corrisponde allo stile medio alimentare di ogni persona,
variabile in base al sesso, all’età e attività sica.
Semplici le modalità di acquisto: è possibile scegliere
la propria cassetta tra 3 opzioni, Frutta, Ortaggi, Mista,
in 3 diverse dimensioni (Piccola, adatta a single, Media,
Grande), oppure scegliere la cassetta Monoprodotto.
Inoltre, è possibile inserire nel carrello anche una serie di
prodotti biologici che si trovano sotto la voce ADD-ON.
AL DI LÀ DEL BUSINESS, VERSO UN CONSUMO
CONSAPEVOLE, ETICO E INTELLIGENTE




