attualità
30 Giugno 2023
Il tema è sempre lo stesso: la difficoltà di reperimento del personale. Una testimonianza preziosa arriva anche da Arrigo Cipriani, titolare dello storico locale Harry's Bar a Venezia, che sottolinea una “svogliatezza diffusa nella nostra Repubblica” che sarebbe “fondata sulle ferie”.
Cipriani è stato intervistato dal Corriere della Sera: “Cerco personale di qualità, qualificato, adatto a lavorare in un locale che è monumento nazionale come il nostro, che conosca il significato autentico della parola servire. Non siamo agli sgoccioli, il servizio riusciamo comunque a garantirlo, ma all’interno di un’azienda se mancano anche due o tre figure il peso di questa assenza si fa sentire”.
È inutile cercare scuse, spiega il 91enne: “Il problema principale è il reddito di cittadinanza, che ha rovinato il mondo del lavoro lanciando il messaggio che si possono guadagnare soldi anche standosene comodamente a casa seduti sul divano”. C'è poi il fattore stipendi bassi, non generale ma comunque diffuso: “La colpa non è dell’imprenditore quanto del lavoratore. L’Italia è infatti il Paese dove il prelievo fiscale è il più alto al mondo – aggiunge il titolare del locale veneziano – Gli stipendi di tutti sarebbero più alti se alle tasche dell’imprenditore venissero a costare di meno. Noi abbiamo 15 ristoranti sparsi in vari Paesi del mondo e l’Italia è tra tutti il più costoso in cui tenere in piedi un’attività”.
Riguardo al discorso ferie, infine, Cipriani racconta che negli Stati Uniti i dipendenti hanno a disposizione tre settimane di ferie retribuite, se per caso qualcuno ne chiede una in più questa non gli viene pagata. “E stiamo parlando dell’America, di un Paese produttivo, che funziona, non del Terzo Mondo in cui si può parlare di sfruttamento. Se siamo arrivati ad averne cinque qui è soprattutto colpa dei sindacati, che non guardano in faccia la realtà, che dicono di difendere i diritti dei lavoratori ma non pensano a quelli degli imprenditori. Non siamo lavoratori anche noi? A noi chi ci difende?”, conclude l'imprenditore.
Nei mesi scorsi, sulla difficoltà di reperimento del personale si è espresso anche Niccolò Frediani di Ribot a Milano: “Il punto non sono soltanto i soldi, contano anche altre cose. Ho capito che, a un certo punto, piuttosto che più soldi in busta paga, le persone desiderano avere più tempo per le loro vite, quello è il vero valore, che va oltre i 100 o anche 400 euro in più: e allora ci siamo organizzati per far sì che tutti quanti possano trascorrere due sere consecutive con i propri familiari”.
L'ultimo rapporto firmato Unioncamere-Anpal ha certificato che a giugno sono previste almeno 24.460 assunzioni nel comparto della ristorazione. Tra le figure professionali più ricercate si confermano i camerieri con oltre 64.000 profili nel solo mese di giugno.
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