Il vino dealcolato italiano punta sulla qualità e sulla filiera integrata

Wine Meridian dedica un approfondimento al progetto di Lea Winery, realtà italiana che punta a sviluppare prodotti dealcolati

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Il vino dealcolato cerca di scrollarsi di dosso l'immagine di categoria minore. Wine Meridian dedica un approfondimento al progetto di Lea Winery, realtà italiana che punta a sviluppare prodotti dealcolati attraverso una filiera completamente integrata e tecnologie avanzate di rimozione dell'alcol. L'obiettivo dichiarato è mantenere identità territoriale e qualità sensoriale, superando l'idea che il vino senza alcol sia soltanto una versione impoverita del prodotto tradizionale. La partita si giocherà proprio qui. Finora gran parte del dibattito sul vino dealcolato si è concentrata sulla sua legittimità culturale, spesso contrapponendo tradizione e innovazione. Il vero banco di prova sarà invece la qualità percepita. Se il prodotto riuscirà a convincere nel bicchiere, il mercato troverà naturalmente i propri spazi. Se invece continuerà a essere raccontato soprattutto come risposta a una tendenza, rischierà di rimanere confinato a una nicchia. Per ristoranti e wine bar la sfida è già iniziata: costruire una proposta no alcohol credibile senza trasformarla in una semplice concessione a chi non beve. Approfondiamo questo tema sul numero di giugno di Mixer (da pagina 16).

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