Un secolo di vita, di legame con il territorio e di rispetto verso una risorsa unica. Girano tutto intorno al valore dell'acqua, per l'ambiente e per la comunità che vive del suo utilizzo, i 100 anni della propria storia che Acqua S.Bernardo ha celebrato dal 24 al 26 luglio a Garessio e Ormea, in Alta Val Tanaro, sede dei due stabilimenti che da questo angolo della provincia di Cuneo "esportano" centiinaia di milioni di bottiglie ogni anno verso l'Italia e l'estero. Una grande manifestazione diffusa, la "Festa dell’Acqua – Speciale Centenario S.Bernardo", che attraverso un ricco calendario di incontri, sport, cultura, musica e tradizioni ha confermato l'impegno dell'azienda verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile.
Celebrare i cento anni di Acqua S.Bernardo significa omaggiare una storia che appartiene ad un intero territorio. Significa guardare con orgoglio al percorso compiuto, ma soprattutto assumersi la responsabilità di costruire il futuro. Per questo motivo la festa è dedicata soprattutto ai dipendenti e a chi ha collaborato a far crescere il marchio, portandolo tra le eccellenze internazionali.
Antonio Biella, direttore generale di Acqua S.Bernardo
Da Ottavio Rovere al Gruppo Montecristo
Ne è passata di acqua sotto i ponti - è proprio il caso di dirlo - da quando l'Acqua San Bernardo nasce ufficialmente nel 1926 a Garessio grazie all'intuizione di Ottavio Rovere, che decise di imbottigliare in vetro l'acqua proveniente dall'alta quota delle Alpi Marittime. Poi decenni di affermazione sui mercati nazionali e internazionali, e il passaggio della proprietà di mano in mano, e finalmente da maggio 2015 l'arrivo del Gruppo Montecristo, nato dall’unione di due famiglie, Biella e Colombo, da generazioni protagoniste nel settore delle acque minerali e del beverage
«La prima volta che Gianluigi Delforno, storico direttore dello stabilimento di Garessio, mi ha portato a vedere le sorgenti mi sono innamorato. In tutto questo tempo, e parlo anche di chi ci ha preceduto, abbiamo saputo utilizzare ciò che la natura ci ha dato senza deturpare il territorio», ha accontato durante la presentazione della manifestazione Antonio Biella. «Da parte nostra abbiamo voluto unire la passione le acque alla volontà di creare un percorso di sostenibilità per l'azienda e per le comunità circostanti. Da quando siamo arrivati qui, il nostro obiettivo è stato di lavorare perchè ci fosse un futuro. Dodici anni fa la produzione era di 100 milioni di bottiglie, con 80 dipendenti, adesso siamo arrivati a 600 milioni, triplicando il numero di collaboratori».
Il rapporto con arte e design
A rendere ancora più riconoscibile un brand come Acqua S.Bernardo è poi intervenuto il particolare legame dell'azienda con una serie di attività divenute iconiche dalla pubblicità - basti pensare al claim 'Ogni Goccia Conta' -alle sponsorizzazioni di squadre sportive e kermesse come il Salone del Mobile milanese e l'Arena di Verona, passando per il legame con Slow food e il design.
Fin dal 1926, infatti, il marchio ha affidato la propria immagine a grandi nomi dell'arte e della grafica, a partire dal celebre cartellonista Leonetto Cappiello. Per non parlare degli anni Novanta, quando a disegnare l'inconfondibile bottiglia “Gocce” è stato chiamato Giorgetto Giugiaro (originario proprio di Garessio), dando inizio a un racconto che dura ancora oggi, grazie alla produzione di bottiglie “Signature”, dedicate a diverse città (l'ultima in ordine di tempo è stata quella che omaggia Taranto, arrivata dopo le limited edition in onore di Milano, Tigullio, Alba, Cuneo, Salento, Agrigento, Lago di Como, Asti, Napoli, Piacenza e Isola d'Elba), e firmate dai più importanti artisti locali. Sempre con l'obiettivo di raccontare l'Italia attraverso i suoi territori, le sue storie e i suoi talenti.
Un vero e proprio omaggio alla storia di un marchio simbolo del Piemonte è stata anche la presentazione durante la Feste dell'Acqua di "Ondina", romanzo della scrittrice e giornalista enogastronomica Paola Gula, che ha ripercorso attraverso le vicende della protagonista la storia dell’azienda e della sua terra d’origine. «La protagonista – ha spiegato l’autrice – prende ispirazione dal volto femminile raffigurato nei murales dello stabilimento San Bernardo e diventa il simbolo di tutte le donne e gli uomini che, con il loro lavoro, hanno contribuito alla crescita dell’azienda e del territorio di Garessio.
Desideravo qualcosa di diverso da una semplice sequenza di date. Volevo un racconto capace di emozionare, di far vivere cento anni di storia attraverso le persone e i valori che hanno reso grande la nostra azienda. Paola Gula ha la straordinaria capacità di far sentire il lettore parte integrante degli eventi. Insieme abbiamo voluto dare voce e storia a quel volto femminile che campeggia nei murales dello stabilimento: una donna, un'operaia, simbolo di tutti coloro che hanno costruito questo secolo di San Bernardo.
Antonio Biella, direttore generale di Acqua San Bernardo
Sostenibilità e ambiente
L'ultima idea, in questo senso, è stata quella della bottiglia “Ely”, dalla forma tortile con gocce tattili, realizzata in plastica 100% riciclata e riciclabile, con un’etichetta rinnovata, ispirata alla successione di Fibonacci e alla sezione aurea. Ma soprattutto il perfetto esempio della filosofia S.Bernardo, secondo cui ogni risorsa valorizzata può generare crescita armonica e sostenibile.
E' per questo che l’impegno ambientale dell’azienda si traduce in azioni concrete: stabilimenti alimentati da energia eolica e solare, packaging sostenibili con ampio utilizzo di alluminio, plastica riciclata e vetro a rendere, oltre a progetti di compensazione delle emissioni sviluppati in collaborazione con Slow Food e Terra Madre (l'azienda cuneese, nona. caso, sarà presente alla prossima edizione di Terra Madre Salone del Gusto 2026, a Torino dal 24 al 27 settembre). Ma non solo. Gli interventi includono anche la tutela dei prati stabili, la riqualificazione di aree boschive e la realizzazione di boschi urbani, tutti inseriti in un percorso iniziato nel 2019 che mira al raggiungimento della riduzione e compensazione del 100% delle emissioni dirette.
Ulteriore capitolo di questo percorso di lungo periodo, il progressivo ammodernamento degli impianti di produzione, con linee sostituite negli ultimi 12 anni e, tra le altre cose, l'installazione di un parco eolico che già adesso garantisce il 50% di energia necessaria per il funzionamento dello stabilimento di Garessio, e la sempre maggiore produzione in loco di energia termica, per ridurre il fabbisogno degli stabilimenti.
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