“Il barman del Ritz”, primo romanzo di Philippe Collin pubblicato in Italia, si legge tutto d’un fiato e che ha come palcoscenico il leggendario bar dell’Hotel Ritz di Parigi, proprio quello che Ernest Hemingway raggiunse al suo ingresso nella Parigi liberata dai nazisti prima ancora delle truppe alleate.
Il protagonista è l’altrettanto leggendario bartender Frank Meier e protagonisti sono ovviamente i suoi cocktail, tuttavia, non è un libro di ricette o di tecnica di miscelazione quanto piuttosto uno squarcio su una capitale europea in quattro anni, quelli dell’occupazione tedesca, decisivi per la sua storia. Sullo sfondo si muovono, a volte evocati e a volte reali, personaggio celebri come Francis Scott Fitzgerald, Sacha Guitry e lo stesso Hemingway. Una lettura suggestiva (Rizzoli, 396 pagine, 18,50 euro).