Al centro di questa puntata di Dalla parte del barman è Franco “Tucci” Ponti, barmanager dell’Atomic Bar di Milano e consulente del nuovo Al Cortile, il temporary “bio restaurant” milanese di Food Genius Academy. Barba old style e tatoo ovunque (incluso uno sulle labbra interne della bocca), sarà anche tra i protagonisti dell’inchiesta dedicata al boom dei tattoo, cover del numero di marzo di Mixer cartaceo.
Parliamo di tatuaggi. In bar e ristoranti c’è chi ancora non li ammette, ma anche chi li considera un plus…
Decisamente. Negli ultimi anni i gestori dei locali serali preferiscono affidarsi a barman tatuati perché attirano maggiormente l’attenzione. Discorso diverso vale, invece, per bar diurni e di hotel di lusso, dove i tatuaggi in vista tutt’oggi non sono quasi mai consentiti.

Dalla moda dei tatuaggi al boom dei barman in tv. Dal 6 marzo va in onda su DMax la seconda edizione di Mixologist. La sfida dei cocktail…
Onestamente, reality e talent non mi interessano. Prendiamo MasterChef, amatissimo dal pubblico. È mai uscito un vero cuoco dal programma?! Diciamolo: la tv è spettacolo. Prima di esibirsi in twist o in acrobazie i barman dovrebbero studiare e a fare la gavetta, tagliando arance e pulendo il bancone… Detto questo, questi programmi generano business e hanno il merito di incuriosire il pubblico nei confronti della professione.
Uno sguardo alla... decorazione. Per te quanto conta?
Un cocktail dovrebbe soddisfare tutti i sensi, compresa la vista. Tuttavia secondo me la decorazione non deve mai essere invasiva. E lo dice uno che ama i Tiki Cocktail e gli ombrellini!
E veniamo ai trend. Tra gli spirits che cosa va di più?
Per quanto riguarda la richiesta dell’Atomic Bar di Milano, direi mezcal e i whiskies irlandesi, in particolare il Jameson.
Infine, dove porteresti a bere un amico straniero?
Al Dry, al Pinch, al Mag e al Cin da Massimo Stronati.