Oggi molti restaurant cocktail bar per personalizzare l’offerta puntano sul food pairing.
Una sfida non facile in un Paese come il nostro dove per tradizione al cibo si abbinano il vino o al limite la birra.
Ma anche un’opportunità per allargare il business. Perché il cliente è sempre in cerca di novità.

Come perfezionare e ottimizzare la strategia?
Un esempio virtuoso da rivisitare in chiave personale è stata la cena A dinner for bizarre minds organizzata da Hendrick's al Doping Club di Milano il 27 marzo.
Un evento dedicato al food pairing (e all’intrattenimento, con il mentalist Luca Volpe) rigorosamente su invito, riservato a un ristretto numero di giornalisti. Tra gli abbinamenti (tutti azzeccati), vi segnaliamo per esempio la battuta di fassona con un twist del Bloody Mary e il vitello tonnato con un variante del Gimlet.

Guardate il video per scoprire tutti gli accostamenti e prendere spunto per personalizzare con successo la vostra offerta.
Perché il food pairing può essere un’occasione di business “a patto che, oltre a creare abbinamenti armoniosi, si sappiano incuriosire i clienti e si propongano drink con una limitata gradazione alcolica”, osserva Stefano Agostino, head bartender del Doping Club di Milano che ha studiato in collaborazione con lo chef il menù di A dinner for bizarre minds.

E che in questa video intervista fa il punto sulle opportunità legate al food pairing e sulle strategie chiave per avere successo.

Clicca qui per vedere l'intervista al bartender Stefano Agostino in cui traccia le linee guida per avere successo con l’abbinamento di cibo e cocktail.