Assobirra: mercato 2022 in crescita (+4%), ma spaventano i costi materie prime e le etichette ‘della salute’

Nonostante un 2022 atteso in crescita e avere appena portato a casa un risultato importante, come quello di contenere il rialzo delle accise, in Assobirra affiorano due preoccupazioni che raffreddano...

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Nonostante un 2022 atteso in crescita e avere appena portato a casa un risultato importante, come quello di contenere il rialzo delle accise, in Assobirra affiorano due preoccupazioni che raffreddano il buon umore del comparto.

A lanciare i timori è Alfredo Pratolongo, presidente della principale associazione birraria, il quale ha approfittato dello spazio concesso durante Beer & Food Attraction per attirare l’attenzione su una duplice criticità: una avvertita nell’immediato e l’altra che invece rischia di causare effetti nefasti nel medio termine. "Riteniamo che, in questo 2023, l’aumento dei costi delle materie prime e un’inflazione che rimane ancora pericolosa, anche se prevista in calo, avranno ripercussioni negative sull’andamento del mercato birra", ha affermato il numero di Assobirra, che ha poi sollevato un’altra questione spinosa, la quale, dopo avere alzato un polverone nel settore vinicolo, minaccia ora i produttori della bevanda al luppolo, così come quelli di spirit.

"La situazione legata all’obbligo delle etichettature ‘health warning’ attuata in Irlanda, attraverso una legge applicata a bevande con un tasso alcolico superiore allo 0,5%, è un rischio che avrà effetti nocivi sul nostro settore – ha sostenuto Pratolongo –. Siamo contrari a questa decisione, contro la quale chiediamo il supporto dell’attuale Governo italiano, perché riteniamo che demonizzare i consumi favorisca poi gli eccessi, soprattutto se si pensa che in Italia tali consumi viaggiano storicamente su livelli di consapevolezza e moderazione molto più elevati rispetto ad altri paesi europei. Abbiamo, dunque, deciso di lavorare insieme a istituzioni e associazioni di categoria delle bevande alcoliche, per portare avanti le nostre istanze per tutelare un settore che vale oltre 9 miliardi e mezzo di euro". 

Le due situazioni controverse, ovvero inflazione ed etichette, hanno quindi perturbato il morale dell’intera filiera che ha, comunque, avviato la stagione ottenendo due successi rilevanti. "Siamo riusciti a evitare l’aumento delle accise sulla birra, che quest’anno sarà contenuto a 2,94 di euro per ettolitro e grado Plato – ha dichiarato a Rimini sempre Pratolongo –. Un risultato ottenuto tramite il decreto Milleproroghe dell’attuale esecutivo (ora in attesa dell’approvazione finale da parte del Senato, ndr). Grazie a questa decisione, la filiera brassicola potrà affrontare la stagione con maggiore serenità, anche se la riduzione fiscale sarà ancora una volta a tempo". 

Nel frattempo, tutto è pronto per annunciare l’andamento definitivo sul 2022, che hanno nuovamente fotografato un settore in buona salute. "Il dato che ci apprestiamo a comunicare (verso fine maggio, ndr) indicherà un mercato della birra in crescita del 4% rispetto al 2021, anche se siamo in attesa di conoscere i numeri relativi alle importazioni. Se dobbiamo poi sbilanciarci sul 2023, la previsione, sommando i fattori critici elencati poc’anzi, sarà di un settore che tendenzialmente è avviato a chiudere la stagione segnando un valore che ondeggerà tra la parità e la leggera flessione rispetto all’anno prima". 

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