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IN DISPENSA

Lievitazione a quattro mani

Dalla storia di uno dei prodotti più amati, alla visione di grandi interpreti del

settore come Bosco e Padoan. Ecco la pizza, sempre più creativa e con materie

prime impeccabili

APR. MAG. 2018

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DI MADDALENA BALDINI

P

otrebbe sembrare incre-

dibile ma la prima volta

che compare il termine

“pizza” su un documento

ufficiale è il 997. Sì, ben 3 anni prima

del fatidico anno Mille. A quanto

pare, chi lo ha usato era ben distante

dal timore della fine del mondo,

visto che lo utilizza per indicare

una parte di un canone di affitto di

un mulino nelle vicinanze di Gaeta,

nel Lazio. Il soggetto in questione

è il Vescovo della città laziale e le

persone alle quali si riferisce sono

i coniugi Merco e Fasana, i nuovi

affittuari di un bel mulino, i quali,

nel rispetto dell’accordo, si sarebbe-

ro impegnati a fornire in occasione

del Natale e della Pasqua “duodecim

pizze”, dodici pizze, oltre ad altri

prodotti.

Ovviamente si trattava di una piz-

za ben diversa da quella lievitata

e condita, oggi conosciuta in tutto

il mondo, forse un qualcosa mol-

to simile a una focaccia. Si parlerà

nuovamente di pizza diversi secoli

dopo, precisamente nel ricettario

del cuoco di Pio V, Bartolomeo

Scappi, anche se la pizza descritta

nella ricetta è un preparato dolce.

Allo stesso modo è interessante no-

tare come uno dei personaggi delle

opere di Collodi, verso la fine del

1800, durante il suo viaggio a Na-

poli, parli della pizza come di un

disco di pasta di pane lievitata e

abbondantemente condita.

LA RICERCA DELLA QUALITÀ

Passando dalla pizza e allargando

il concetto ai lievitati in generale,

le trasformazioni sono state note-

voli, soprattutto quando oggi tutti

i maggiori esperti del settore – piz-