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APR. MAG. 2018

IN TAVOLA

l’arte del fare la pizza, il mestiere

del Neapolitan ‘Pizzaiuolo’». Questo,

continua il presidente, «non significa

che può essere pizzaiolo solo chi è

nato a Napoli, può esserlo chiun-

que parli qualsiasi lingua in tutto

il mondo, l’importante è che segua

i precetti della Scuola napoletana».

Diventare un pizzaiolo certificato

è complesso, per iscriversi all’As-

sociazione ci vogliono mesi: «Ogni

candidato deve conoscere il nostro

storicoDisciplinare dell’84, continua

il Presidente, che parte dalle regole

base per gli ingredienti dell’impa-

sto e arriva fino al prodotto finito.

Al momento abbiamo 715 pizzaioli

napoletani in tutto il mondo», che

seguono le regole auree di questo

mestiere ormai certificato patrimo-

nio dell’umanità. Impasto, lievita-

zione, stesura, cottura. E cottura in

forno a legna, dove la pizza cuoce

rigorosamente “da sotto”; in altri pa-

esi del mondo l’Associazione - che

sulle certificazioni si fa supportare

dall’Università Federico II - ha rico-

nosciuto anche forni a gas, anche se

con difficoltà a causa del “problema

della quarta pizza”, specifica Pace.

Il punto sul mestiere è uno: «La pizza

è un disco di pasta, continua Pace,

poi sopra ci sono i condimenti. Ma

quel che più importante è come

viene fatto l’impasto. E le modalità

con cui viene trattato, anche perché

la “vera” pizza non si stende, si

allarga. In effetti, il pizzaiolo per

fare al meglio il suo lavoro deve

diventare cuoco».

del successo dell’arte Margherita.

Antonio Pace, presidente dell’AVPN-

Associazione Verace Pizza Napole-

tana fa una specifica importante:

«L’UNESCO non ha sancito patrimo-

nio dell’umanità la pizza in sé, ma

Italia, i ristoranti-pizzerie sono

43.000, 28.000 le pizzerie artigia-

nali, 4.500 gli alberghi che propon-

gono pizza nel menù. Un totale di

75.000 esercizi nei quali lavorano

105.000 pizzaioli: l’80% dei quali

è di origine italiana, il 20% circa

nord-africana e un residuo 5% est

europea (secondo i dati, nei fine

settimana il totale dei pizzaioli im-

piegati nei locali raddoppia, fino ad

arrivare a 200.000 unità). Con una

produzione a sei zeri: 6 milioni le

pizze sfornate ogni giorno, per un

totale di 1,9 miliardi di pizze sfor-

nate nell’anno (escluse le surgelate

da supermercato).

E se è vero che la pizza è la Regina,

il vero Re però continua a essere

lui, il pizzaiolo, deus ex machina

Quelli del Disciplinare

L’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) è stata fondata nel giugno 1984

a Napoli, dove ha sede legale e operativa, e non ha fini di lucro.

La sua mission è promuovere e tutelare, in Italia e nel mondo, la vera pizza

napoletana, vale a dire il prodotto tipico realizzato secondo le caratteristiche

descritte nel Disciplinare internazionale per l’ottenimento del marchio collettivo

“Vera Pizza Napoletana”, in vigore dal 1984 e redatto e registrato dall’AVPN.

L’Associazione è impegnata anche nella promozione e tutela delle pizzerie af-

filiate e dei prodotti della filera produttiva legata alla ‘vera pizza napoletana’

nonché nella professionalizzazione dei pizzaioli.