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L’hanno capito anche gli stellati, che

non a caso stanno aprendo le versioni

“bistrò” (l’idea è venuta anni fa ai fran-

cesi) dei loro stellatissimi, carissimi e

costosissimi (per il cliente ma anche

peril gestore)ristorantidialtagamma.

DUE CASI DI SUCCESSO

Abbiamo chiesto alle anime di due

ristoranti milanesi che hanno abbrac-

ciatoquesta filosofia, DarioRossi, chef

e socio di Trippa, e Riccardo Danesi,

socio di Dersett, come si sono rivolti a

unacucinachegioca–anche–sulfatto-

re“Amarcord”.Partendodaunapproc-

cio diverso: molto personale quello di

Trippa “abbiamo pensato (con il socio

Pietro Caroli) di proporre una cucina

che piaceva a noi, senza fare analisi

di mercato”, più ragionato e business

oriented quello di Dersett “abbiamo

puntato sulla comunicazione e gioca-

to con il tema del comfort food, e ha

funzionato: si è parlato molto di noi”.

FEB. MAR. 2018

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TRIPPA, UN SUCCESSO VIRALE

Per venire qui bisogna prenotare setti-

maneprima.Già,perchéilpassaparola

(e i Tre Gamberi guadagnati quest’an-

no) hanno fatto di Trippa, aperto nel

2015, uno dei ristoranti più agognati di

Milano. La clientela mista “dalla fami-

glia, al dirigente, al Vip” cerca l’atmo-

sfera conviviale e l’ottima cucina “non

voglio stupire con la tecnica ma con la

conoscenzae il raccontodel prodotto”.

“Vengo dalla ristorazione gourmet

che mi aveva stancato, cercavo una

cucina più concreta, di sostanza - dice

Diego Rossi -. Il nostro modello era

la trattoria tipica italiana”. E in menu

infatti ci sono i piatti tratti della tra-

dizione di tutta Italia, realizzati con

ingredienti di stagione, e tre/quattro

proposte fuori carta “in libertà asso-

luta”, più personali e “difficili”. Vige

la logica della riduzione dello spreco:

“buttiamo il meno possibile, abbiamo

25 fornitori selezionati uno per ogni

prodotto, usiamo solo tagli poveri

come frattaglie di cappone, granelli,

animelle, ma anche la verdura strana

o il fegato di pesce”. Il che consente

non solo di far conoscere ingredienti

spesso dimenticati, ma tutti rigorosa-

mente italiani (“non uso lo zenzero”),

ma anche di contenere i prezzi nono-

stante l’altissima qualità delle materie

prime. E in sala? “Nessuno dei ragazzi

aveva lavorato in un ristorante prima.

PRIMO PIANO

Jamie Oliver, Comfort food,

Editore TEA, 2015

Zygmund Bauman, Retrotopia,

Editore Laterza, 2017

i libri

“Non si mangia solo per

soddisfare l’appetito ma anche

le emozioni”.

PAOLO ZUF

PAOLO ZUF

MARCO VAROLI

MARCO VAROLI