Vini in gdo? Non basta per dire: «Non li voglio»

  Spesso, una delle motivazioni che spingono enotecari e sommelier, ma in genere chiunque lavori nell’Horeca e nel dettaglio, a sostegno della scelta di non acquistare alcuni vini di certe realtà prod...

Condividi l'articolo

Spesso, una delle motivazioni che spingono enotecari e sommelier, ma in genere chiunque lavori nell’Horeca e nel dettaglio, a sostegno della scelta di non acquistare alcuni vini di certe realtà produttive al momento della composizione del proprio assortimento, è la seguente: se ci sono anche nella grande distribuzione, allora non li compro. Comprensibile sotto un certo punto di vista, e i motivi li conosciamo tutti. Il primo è il prezzo: logiche commerciali differenti, volumi di acquisto completamente diversi e tutta una serie di dinamiche proprie della grande distribuzione – vedi le promozioni - , a parità di referenza, portano a praticare al pubblico prezzi più bassi nei supermercati. A volte, decisamente molto più bassi.

Che fare? Soprattutto se stiamo parlando di vini che amiamo, che i nostri clienti hanno sempre consumato e acquistato nella nostra struttura. Cosa gli diciamo una volta che non li trovano più a scaffale, oppure nella nostra carta dei vini al ristorante? «Guardi, lo trova tranquillamente nell’ipermercato qui vicino, significa che non è più buono». È vero? Non sempre, anzi, oramai non più. E questo per tanti motivi. In Italia facciamo fatica a considerare le corsie degli ipermercati che ospitano centinaia di vini come dei luoghi dove trovare anche referenze di un certo livello qualitativo.

Cambiare la distribuzione

All’estero la musica, invece, è completamente diversa. Quindi? Partiamo da una prima considerazione. Il commercio del vino e i relativi canali distributivi sono cambiati negli ultimi anni: l’e-commerce, anche se lentamente e a fatica, sta facendo passi avanti anche nel mondo del vino, e soprattutto la Gdo è molto più attenta di una volta. Oramai da anni non vive solo più di bottiglioni e vini in brik. Anzi, le poche etichette di pregio, spesso, non sono più tenute solo all’interno di una vetrinetta chiusa a chiave. Sono aumentate di numero e non sono più presentate in modo così elitario e distaccato come un tempo. Il discorso è lungo e complesso ed è anche difficile generalizzare perché le tantissime insegne che esistono in Italia, con logiche differenti a seconda delle metrature e della collocazione geografica, Schermata 2014-07-02 a 15.41.29portano a scelte antitetiche anche all’interno della stessa catena distributiva. Milano, piazza ricchissima di punti vendita di tutte le più importanti aziende della grande distribuzione italiana, ne è un esempio. Se prendiamo in considerazione un nome importante, soprattutto nel Centro-Nord del Paese, come Esselunga, troveremo punti vendita con più o meno referenze, nonché alcuni selezionati negozi con un vero e proprio spazio ad hoc, vini “da enoteca” e un sommelier a disposizione per gli acquisti.

Competenza e servizio

Sul prezzo l’eventuale guerra è persa in partenza, quindi sarebbe un suicidio cimentarsi in questa competizione con la grande distribuzione. Certamente una profondità più puntuale del nostro assortimento e una ricerca di produttori più piccoli, e che non possono decidere di entrare nel canale della Gdo, è una linea guida da seguire. Però, che non sia un alibi per derogare da due aspetti che ancora fanno la differenza tra questi due canali di vendita. La competenza e il servizio. Difficilmente la Gdo potrà mai essere superiore al dettaglio su questi fattori. Quanto meno non nel breve termine.

Oramai, tutti comprano ovunque, quindi una netta divisione tra chi acquista vino solo e soltanto in un canale, non esiste più. Però il giusto consiglio, l’accoglienza e un servizio adeguato possono ancora fare la differenza e giustificare, anche a parità di referenza, prezzi più alti. Certamente non sproporzionatamente più alti però. Lo so, non è così semplice. Però la giusta conservazione dei vini non è un fattore secondario, e va comunicata e fatta sempre presente. La giusta scelta in base a ciò che dobbiamo cucinare o regalare, soprattutto durante le festività, sono aspetti che possono spingere ancora a privilegiare il dettaglio alla grande distribuzione.

È un periodo difficile, non solo per i piccoli dettaglianti in realtà, ma anche per le grandi catene, e i dati purtroppo lo confermano. Sicché, bisogna aumentare il livello di professionalità e marcare le differenze, non tanto e non solo di assortimento – le vie del commercio del vino sono infinite, quindi improvvisamente possiamo trovare tranquillamente anche un Grand Cru di Borgona a scaffale nella Gdo

Un caffè con Diletta Leotta: «Il futuro del bar? Il Library Cafè»

06 luglio 2014 | Redazione

Lunghi capelli biondi e sorriso contagioso, Diletta Leotta è bella, allegra, innamorata della vita. Sarà per questo che sta diventando una piccola star? Noto volto di Sky Meteo 24, la conduttrice sici...

Dentro il nuovo Orsonero, in zona Sarpi a Milano. Cambia lo spazio, ma non l'identità

08 maggio 2026 | Valentina Palange

Orsonero è leggenda a Milano. È stata la prima caffetteria specialty ad aprire 10 anni fa, nel 2016.

Notizie correlate

Amor, lo street food di Gruppo Alajmo punta a 20 aperture in tre anni

07 maggio 2026 | Redazione

Per il format Amor, nato dalla partnership dei fratelli Alajmo con F Retail e Areas Italia-MyChef, è in programma una rapida espansione, a partire dal canale travel retail

Il vegetale di Planted si sposa birra e cucina bavarese, da Löwengrube

23 aprile 2026 | Anna Muzio

Un menu vegetale in una tipica birreria bavarese. Lo puoi trovare da Löwengrube, che ha siglato una partnership con la food-tech svizzera Planted.

Poli Distillerie presenta Athanor, il nuovo brandy distribuito da Meregalli Spirits

15 aprile 2026 | Redazione

Si chiama Athanor il nuovo brandy presentato da Poli Distillerie, che ha scelto il palcoscenico di Vinitaly 2026 per lanciare un distillato che viene non a caso definito "forgiato dal fuoco e dal temp...

Carmen Medellín a Firenze: una cena a otto mani tra tecnica, fermentazioni e identità

13 aprile 2026 | Redazione

Federica Bucci (a cura di)Carmen Medellín arriva a Firenze con un’idea precisa: raccontare la propria identità attraverso ingredienti, fermentazioni e distillati, senza semplificazioni. Negli spazi de...

Apre Lento. Dove tutto rallenta, tra piatti alla brace e cocktail in pairing

13 aprile 2026 | Redazione

Griglia e mixology a fuoco… lento. Tempo di brace, long drink, ma soprattutto di rallentare il ritmo di vita e concedersi un sano momento di relax per un momento serale di piacevole convivialità. Un’e...

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 386 - Maggio 2026
05 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa.

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati