Starbucks, Costa e Caffè Nero sotto accusa: troppo zucchero nelle bevande

Alimentare la “crisi nazionale di obesità”. Questa l’accusa che il gruppo Action on Sugar ha mosso in Gran Bretagna a celebri e diffuse catene di bar e caffetterie quali Starbucks, Costa e Caffè Nero,...

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Alimentare la “crisi nazionale di obesità”. Questa l’accusa che il gruppo Action on Sugar ha mosso in Gran Bretagna a celebri e diffuse catene di bar e caffetterie quali Starbucks, Costa e Caffè Nero, finite nell’occhio del ciclone a causa dell’elevato contenuto di zucchero riscontrato nelle bevande calde servite ai clienti.

I numeri del resto parlano chiaro: stando alle indagini della compagnia di controllo britannica, all’interno di queste catene un cappuccino pieno di schiuma e una spolverata di cacao arriva a contenere circa 15-20 cucchiaini di zucchero, ovvero ben tre volte la dose consigliata per un adulto. E ancora: un caffè speciale con panna e cioccolato ne racchiude da 13 a 15, mentre le varietà proposte da Starbucks ne possono contare addirittura 25. Numeri importanti quindi - rileva Action on sugar -, ancora più esorbitanti se si considera che, così zuccherate, queste bevande superano del 35% la Coca-Cola (una lattina intera), la quale a sua volta equivale a 7 biscotti al cioccolato.

Così stando le cose, il 98% delle bevande calde aromatizzate dovrebbe riportare l'etichetta rossa prevista in caso di alto contenuto di zucchero dalla Food Standards Agency, dice Action on sugar che chiede anche nuovi obiettivi legalmente vincolanti per tagliare il contenuto di zucchero nei prodotti alimentari e nelle bevande.

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