Al Pollino Cocktail Camp il cocktail è solo l’ultimo ingrediente

A distanza di più di un mese dall'evento il primo ricordo che riaffiora non è un drink

Condividi l'articolo

È una sera a Catasta, quella straordinaria struttura immersa nel Parco Nazionale del Pollino che da fuori ricorda una grande catasta di legna reinterpretata in chiave contemporanea. È lì che, quasi senza accorgersene, una manciata di professionisti della bar industry, giornalisti, organizzatori e amici si è ritrovata a fare quello che forse riesce meglio quando cadono tutte le etichette: stare insieme.

Due chitarre – portate da Giorgio Lupi, Brand Manager di Gin PiùCinque, e Umberto Oliva, art director del progetto e bar manager di Entice a Milano, che non rinunciano mai alla possibilità di una jam improvvisata – hanno dato il via alla serata. Poi un pianoforte, suonato con una naturalezza sorprendente, e infine una fisarmonica, capace di cambiare completamente atmosfera con il suo timbro caldo, popolare, quasi ancestrale. Qualcuno ha iniziato a cantare, qualcun altro si è unito poco dopo e, nel giro di pochi minuti, la musica è diventata il collante di un gruppo che fino a poche ore prima era composto soprattutto da perfetti sconosciuti.

Tra una canzone e l’altra c’era anche Vasile Vidrasco, giovane bartender entusiasta di far parte di quell’esperienza, che continuava a comparire con la stessa domanda: «Birretta?». Lo ripeteva con un sorriso contagioso, offrendo da bere a chiunque incontrasse. È diventato il tormentone del weekend e ancora oggi strappa una risata a chi era presente. Ma soprattutto è stato il simbolo di un atteggiamento semplice e prezioso: quella voglia spontanea di prendersi cura degli altri e di far sentire tutti parte dello stesso tavolo.

  • MixerPlanet MixerPlanet
  • MixerPlanet MixerPlanet
  • MixerPlanet MixerPlanet
  • MixerPlanet MixerPlanet
Immagine /

Poi, certo, ci sono stati i cocktail. E c’è stato tutto ciò che rende il Pollino Cocktail Camp un appuntamento unico nel panorama italiano: bartender arrivati da ogni parte del Paese, produttori, liquoristi, musica dal vivo, ricerca sulle botaniche, escursioni e attività dedicate alla scoperta del patrimonio naturale del Parco Nazionale del Pollino. Un progetto che continua a valorizzare le erbe officinali e aromatiche del territorio, trasformandole in strumenti di conoscenza oltre che in ingredienti per la miscelazione.

Ma il punto è proprio questo: il bicchiere, qui, non è il protagonista assoluto. È l’ultimo tassello di un’esperienza molto più ampia. Lo abbiamo capito ancora meglio il giorno successivo, durante un picnic nel bosco. Le chitarre sono uscite di nuovo dalle custodie, insieme alla fisarmonica e perfino a un tamburello. Intorno, pane, formaggi, prodotti del territorio condivisi con la semplicità di chi non sente il bisogno di stupire. Nessuna costruzione artificiale, nessuna posa. Solo persone sedute sull’erba a mangiare, suonare, raccontarsi e ridere insieme. Ed è forse proprio questa la riflessione più importante che il Pollino Cocktail Camp lascia a chi vi partecipa. Nel nostro settore si parla spesso di experience, ospitalità e relazione con l’ospite. Si studiano tecniche, presentazioni impeccabili e cocktail sempre più complessi. Tutto fondamentale. Ma ci sono momenti in cui basta un pezzo di pane spezzato nel bosco, una salsiccia affettata e condivisa o una canzone improvvisata per ricordarci che l’accoglienza non è qualcosa che si racconta: è qualcosa che si vive.

La Calabria, con il suo modo naturale di aprire le porte e mettere le persone a proprio agio, ha certamente contribuito a creare questa atmosfera. Ma sarebbe riduttivo attribuire tutto al luogo. Il vero merito è di una comunità che ha scelto di mettere al centro la condivisione prima dell’apparenza, il tempo trascorso insieme prima della performance, i sorrisi prima delle fotografie. Per questo, anche a distanza di settimane, non è semplice scegliere quale sia stato il cocktail più sorprendente del weekend. Restano però nitide le note di una fisarmonica nella sala di Catasta, le due chitarre che accompagnavano cori improvvisati, quel pianoforte che nessuno si aspettava di sentire, il picnic tra gli alberi e quel continuo «Birretta?» diventato il filo conduttore di un’esperienza vissuta con leggerezza e autenticità.

Il futuro della bar industry deve passare inevitabilmente anche da qui. Meno ricerca della perfezione fine a sé stessa, meno protagonismi e più occasioni per creare legami veri. Perché un grande cocktail può sorprenderti per qualche minuto. Una comunità capace di farti sentire parte della famiglia, invece, resta molto più a lungo.

La salute mentale entra nei KPI del coffee shop

08 luglio 2026 | Redazione

Il primo presidio della salute mentale è il modo in cui un locale viene gestito ogni giorno. È un cambio di paradigma che incide soprattutto sui piccoli imprenditori del fuori casa.

La Marzocco e Rains insieme per un grembiule a prova di caffè

08 ottobre 2026 | Redazione

Il progetto comprende un grembiule da barista in edizione limitata, realizzato con il tessuto tecnico di Rains, e una macchina per espresso La Marzocco personalizzata, prodotta esclusivamente per i negozi Rains

Notizie correlate

Osservatorio RCR: rotture, lavaggi e durata tra le priorità nella scelta dei bicchieri professionali

28 settembre 2026 | Redazione

L’analisi è stata condotta condotta attraverso quattro modelli di intelligenza artificialeche hanno messo a fuoco le esigenze più ricorrenti del mondo della ristorazione

Ristorazione, una posizione su due è difficile da trovare: come l'AI può entrare nelle selezioni

24 settembre 2026 | Redazione

Su oltre 187 mila candidature, secondo Restworld il 23,4% si ferma perché il candidato non risponde al primo messaggio di pre-selezione. Quando invece il percorso si conclude con un “no” motivato, oltre il 99% dei candidati non chiede una revisione

I nuovi corsi professionali di École Ducasse: focus su mondo vegetale e valorizzazione degli ingredienti

17 settembre 2026 | Redazione

I nuovi corsi intensivi dedicati alla cucina Naturalité e alla pasticceria plant-based rispondono alle aspettative in evoluzione di chef, ristoranti e consumatori in tutto il mondo

Sigep World 2027: raddoppiano i buyer internazionali

17 settembre 2026 | Redazione

Secondo AIG i consumi di gelato durante l’estate italiana registra un +2% a volume rispetto al 2025, trainata dalle località balneari (+12%)

LumenIA: un milione di euro in licenze gratuite disponibili per la ristorazione italiana

16 settembre 2026 | Redazione

L'iniziativa punta a rendere più accessibili gli strumenti di automazione e intelligenza artificiale alle PMI del settore

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 389 Supplemento - Menu engineering
09 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa.

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati