La salute mentale non dovrebbe essere affrontata soltanto quando emerge un problema, ma diventare una responsabilità quotidiana del management. È la tesi di Barista Magazine, che invita i titolari delle caffetterie a considerare il benessere psicologico dei collaboratori come una componente della gestione aziendale al pari della formazione, della qualità del servizio o del controllo dei costi. L'articolo suggerisce interventi concreti: organizzare turni sostenibili, riconoscere tempestivamente i segnali di burnout, formare i responsabili nella gestione dei conflitti e costruire una cultura aziendale in cui chiedere aiuto non sia percepito come una debolezza. Il punto è importante perché sposta completamente la prospettiva. Se Paolo Griffa ha deciso di introdurre una psicologa nel proprio ristorante, Barista Magazine sostiene che il tema non possa essere delegato esclusivamente a uno specialista. Il primo presidio della salute mentale è il modo in cui un locale viene gestito ogni giorno. È un cambio di paradigma destinato a incidere soprattutto sui piccoli imprenditori del fuori casa: il benessere del team non è più soltanto una questione etica, ma un indicatore della qualità manageriale di un'azienda.