Il riso italiano attraversa una delle stagioni più difficili degli ultimi anni. Il Sole 24 Ore racconta una filiera alle prese con un crollo dei prezzi all'origine, vendite ai minimi e giacenze ai massimi. Dopo le tensioni del 2024, quando la scarsità di prodotto aveva spinto le quotazioni verso l'alto, il mercato si è ribaltato: raccolti abbondanti, rallentamento della domanda e scorte elevate stanno comprimendo i margini dei risicoltori, che denunciano una situazione economicamente sempre più difficile. Il caso del riso è interessante perché mostra quanto le filiere agroalimentari siano diventate vulnerabili alle oscillazioni del mercato. Nel giro di pochi mesi si è passati dall'emergenza scarsità all'eccesso di offerta, dimostrando che il problema non è soltanto produrre, ma governare domanda, stock e prezzi. È una dinamica che interessa da vicino anche il beverage e il caffè, dove le forti oscillazioni delle materie prime stanno rendendo sempre più difficile programmare acquisti e investimenti. Per il fuori casa la conseguenza è evidente: dietro un prezzo apparentemente stabile al consumatore si nasconde una filiera che vive cicli sempre più estremi.