Il riciclo delle capsule di caffè diventa leva per l’agricoltura sociale. Gastronomika racconta il progetto annunciato da Nespresso a Cascina Biblioteca, a Milano: il primo ortofrutteto sociale diffuso d’Italia, nato dal recupero e dal compostaggio del caffè esausto contenuto nelle capsule in alluminio. L’iniziativa rientra nella campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso, promossa da Legambiente e AzzeroCO₂, e rappresenta una nuova fase del programma “Da Chicco a Chicco”, attivo da oltre quindici anni. Il progetto, denominato “Un chicco alla volta”, prevede oltre 24 quintali di compost restituiti al suolo, più di 31.300 metri quadrati di territorio interessati e 7.200 piante tra alberi da frutto, ulivi, orticole e aromatiche in sette regioni italiane. A regime, la produzione stimata supera 38.750 chili di ortofrutta e circa 400 litri di olio extravergine, con benefici per oltre 900 persone attraverso percorsi formativi e inserimenti lavorativi. Il valore della notizia sta qui: Nespresso non racconta solo il riciclo come gestione dello scarto, ma lo trasforma in infrastruttura sociale. Per il mondo del caffè è un cambio di prospettiva importante: la sostenibilità non si misura soltanto all’origine o nel packaging, ma anche nella capacità di restituire valore ai territori dopo il consumo.