La domanda di caffè è talmente cresciuta in Cina che la bevanda nera potrebbe arrivare a sostituire il tè. Contrariamente alla tendenza complessiva del mercato mondiale, nel Celeste Impero il caffè cresce infatti a ritmi del 15% l’anno. La Cina potrebbe quindi essere il nuovo Eldorado per i marchi occidentali del settore.
E il trend non è sfuggito a Starbucks che punta proprio sul Paese asiatico per la propria espansione futura. Nonostante le turbolenze dei mercati e i timori sul rallentamento della crescita - rileva Radiocor - intende a fare diventare la Cina il proprio mercato principale, in un arco di tempo ancora non precisato. A dirlo, in un'intervista al Wall Street Journal, è stato l'amministratore delegato Howard Schultz, che ha anticipato l'apertura di 500 nuove caffetterie all'anno nel Paese per ognuno dei prossimi cinque anni. Attualmente Starbucks conta 2.000 negozi in cento città cinesi. «Abbiamo fiducia nel futuro dell'economia cinese, nonostante la retorica, le chiacchiere e i problemi. Si cercano motivi per non crederci, ma io sono stato sul posto, ho visto la situazione di persona e sono fiducioso», ha detto Schultz.
Lo scorso anno la società ha visto crescere le vendite in Cina, che però nel quarto trimestre hanno deluso le aspettative (+6% in Cina e regione Asia-Pacifico, contro il +9,6% atteso).