Nastro Azzurro sposa il rosso Ferrari, partnership da Formula 1

Peroni Nastro Azzurro rimane in pista, ma scegliendo di sedere questa volta sulla rossa monoposto più amata dagli italiani. E non solo, visto che ad adorare la due ruote in questione sono tanti strani...

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Peroni Nastro Azzurro rimane in pista, ma scegliendo di sedere questa volta sulla rossa monoposto più amata dagli italiani. E non solo, visto che ad adorare la due ruote in questione sono tanti stranieri in giro per il mondo. Il marchio di birra ha, infatti, siglato un importante accordo di sponsorizzazione in Formula 1, scegliendo appunto la scuderia Ferrari. Una stretta di mano con durata iniziale di cinque anni e che stabilisce una relazione di totale esclusiva tra il team di Maranello e la marca di casa Peroni. Non si tratta di un debutto in Formula 1, dato che Peroni Nastro Azzurro è stato in queste ultime due stagioni sponsor del team Aston Martin. Un cambio di casacca, dunque.

L’accordo con Ferrari (che vale anche per le tappe del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli) sarà focalizzato sulla referenza analcolica 0,0%. La partnership darà vita anche a una limited edition, prodotta in 2024 bottiglie numerate e recante sull’etichetta la parola Tifosi. Una referenza che sarà disponibile sul mercato in prossimità dell’inizio del Mondiale di Formula 1, il cui debutto avverrà il prossimo 2 marzo sul circuito del Bahrein.

L’annuncio del sodalizio Nastro Azzurro-Ferrari è stato fatto in grande stile lunedì scorso a Roma, poco dopo lo scoccare della mezzanotte, e durante un evento ad alto contenuto tecnologico che si è tenuto presso l’area esterna del Palazzo dei Congressi.
Mixer era presente a questo appuntamento e ha avuto modo di scambiare alcune parole con Viviana Manera, Direttore Marketing e Trade Marketing di Birra Peroni, che ha rimarcato innanzitutto il ruolo sempre più attivo della marca nel mondo dello sport, considerando che l’operazione Ferrari si aggiunge alla sponsorizzazione già in atto con il 6 Nazioni di rugby (in procinto di debuttare il prossimo fine settimana) e la Ryder Cup, dove Peroni Nastro Azzurro è scesa sul green insieme ai migliori golfisti europei e americani che, lo scorso 25 settembre a Roma, si sono sfidati in quella che rappresenta storicamente una delle gare più attese della disciplina. 

«Abbiamo scelto di rimanere in Formula 1, ma di cambiare scuderia, legandoci a un nome storico italiano delle due ruote. Ne siamo orgogliosi, ritenendo inoltre di fare cosa gradita a molti tifosi – ha affermato Viviana Manera –. Con questa partnership torniamo in Italia sancendo un matrimonio tra due eccellenze del Belpaese, come sono il nostro marchio e Ferrari. Peroni Nastro Azzurro è un marchio fiore all’occhiello del gruppo, rappresenta la birra nostrana più venduta al mondo, è presente in oltre 70 Paesi e ha in Inghilterra suo principale mercato europeo, seguito da quello italiano». 

La versione analcolica del brand di birra sarà presente in tutti i touch point previsti dall’accordo, ma anche durante le gare sarà ben visibile sul telaio delle due vetture della scuderia di Maranello e sulle divise dei rispettivi piloti. Nastro Azzurro e Ferrari vuole dire anche una collaborazione per dare vita a una sinergia con l’obiettivo di creare contenuti personalizzati e dedicati, da veicolare sui principali social media. 

 Questa intesa, come spiegato dai vertici di Asahi Europe & International, società madre di Birra Peroni, rientra nella strategia worldwide del gruppo di raggiungere, entro il 2030, una quota del 20% di prodotti analcolici nel suo portfolio. Scegliere la referenza 0,0% è una evidente volontà di ribadire l’importanza di guidare una macchina in stato di sobrietà, ma c’è dietro anche un altrettanto chiaro interesse di business.
Il mercato delle bevande al luppolo senza alcol ha infatti di fronte a sé ottime prospettive di crescita. Un report firmato dalla società di ricerca Future Market Insights afferma che questa tipologia di prodotto raddoppierà il suo valore economico e, secondo gli analisti finanziari della società statunitense, crescerà passando dagli attuali 21,3 miliardi a oltre 45 miliardi di euro entro il 2030. 

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