La prima volta di Roberto Artusio: parla uno dei massimi esperti di tequila e mezcal

«Non sono stato io a trovare l’agave, ma l’agave a trovare me. E prima ancora di capirlo, sono cresciuto professionalmente». Roberto Artusio è un cultore del Messico e dei suoi distillati, tanto da ap...

Condividi l'articolo

«Non sono stato io a trovare l’agave, ma l’agave a trovare me. E prima ancora di capirlo, sono cresciuto professionalmente». Roberto Artusio è un cultore del Messico e dei suoi distillati, tanto da aprire a Roma nel 2016 – insieme a Cristian Bugiada – La Punta Expendio de Agave, cocktail bar di riferimento per gli amanti di Tequila e Mezcal, visto che ne propone circa 800 varietà ed etichette.

MASTERCLASS IN QUOTA

Quel primo incontro con i prodotti a base agave, Artusio lo ha rivissuto nel corso di una masterclass organizzata da Fever-Tree, marchio di toniche e sode distribuite in Italia da Velier. Racconto ancora più intrigante perché avvenuto nello stesso luogo in cui un giovane alle prime armi nel mondo del bar sorseggiò un tequila 100% agave che gli avrebbe cambiato la vita. Non una spiaggia di Playa del Carmen o una piantagione dello Stato di Jalisco, bensì… Champoluc, una delle località turistiche più apprezzate della Valle d’Aosta. Perché nel 1998, il torinese Artusio lavorava nel bar Rimbaud (che tuttora esiste, ma con un nome diverso), affacciato sulla via centrale del paese e gestito all’epoca da Mario Gaillard, viaggiatore per lavoro e per passione, esperto di whisky e aperto a tutte le novità del mondo degli alcolici, in modo da poter soddisfare e sorprendere la sua clientela fatta di turisti italiani e stranieri. 

Ed ecco che in anni in cui da noi dominava il tequila mixto (prodotto con almeno il 51% di agave, più altre sostanze zuccherine, per esempio lo sciroppo di canna da zucchero) o Gold (addolcito e colorato con il caramello), un rappresentante di liquori pensò bene di far assaggiare a Mario (e al giovane Roberto) un tequila 100% agave. Molti tequila e mezcal dopo – con la complicità di Fever-Tree e di Francesco “Fizzo” Paita, bartender di Santé, la “cocktailerie genuine” del ristorante L’essentiel da Andreone di Champoluc che ha ospitato la masterclass – Roberto e Mario si sono ritrovati (non si vedevano da oltre vent’anni), uno a svelare i segreti dei distillati d’agave scoperti in decine di viaggi in Messico e il modo migliore per proporli al consumatore finale, l’altro tra il pubblico di operatori professionali e appassionati desiderosi di ascoltare quello che è giustamente ritenuto uno dei massimi esperti della materia. 

I 3 CONSIGLI DI ARTUSI

Il primo suggerimento di Artusio è approcciare il cliente con un linguaggio semplice, attingendo al lessico del vino e parlando di terroir: «Il Messico ha un’estensione enorme e comprende territori con caratteristiche geografiche e climatiche molto differenti. Inoltre, delle circa 300 varietà di agave che esistono al mondo, la quasi totalità si trova in Messico e ben 52 sono utilizzate in distillazione. Se entriamo nei tecnicismi, dobbiamo parlare dei forni utilizzati per cuocere l’agave, solitamente scavati nella terra o nella roccia, e delle tante tipologie di alambicchi che influiscono sul risultato finale della distillazione. In Messico ormai trascorro cinque o sei mesi l’anno e ogni volta scopro qualcosa di nuovo». 

Il paragone tra vino, tequila e mezcal sembrerà azzardato, ma di sicuro su un aspetto non regge, per ammissione dello stesso Artusio: «L’agave non è come una vite, perché ha uno solo ciclo vegetativo: nasce, cresce, fiorisce e muore. La blu matura in 5/6 anni e ha un’ottima resa, ma per esempio la Tobala è più piccola di dimensioni e soprattutto bisogna attendere almeno 15 o 20 anni prima di poterla utilizzare per produrre Mezcal. Io dico sempre che i whisky invecchiano al sicuro, mentre il mezcal invecchia a terra e questo è molto più rischioso. Dunque, la varietà di prezzi ha un fondamento, che va conosciuto e spiegato al cliente». 

Da ultimo, Artusio consiglia di creare la propria drink list guardando alla classifica dei cocktail più consumati: «Il Paloma, per esempio, in Messico più che un cocktail è un modo di bere, ma va fatto con gli ingredienti giusti, tra cui la soda al pompelmo di Fever-Tree, per dargli il giusto bilanciamento e una complessità di gusto adatta al mercato attuale. Tutti gli ingredienti sono importanti e, come mi insegnava Mario, migliore sarà la vostra memoria dei sapori, più vi riuscirà facile fare dei buoni drink». E il sorriso di Mario nell’ascoltarlo è forse la migliore ricompensa per quel ragazzo che un giorno, a Champoluc, fu trovato dall’agave.

  • Pink Grapefruit di Fever-Tree
    Pink Grapefruit di Fever-Tree
Immagine /

Löwengrube, focus sui centri commerciali. Nuova apertura a Merlata Bloom

30 luglio 2024 | Redazione

A poche settimane dall’apertura all’interno del distretto commerciale torinese To Dream, Löwengrube inaugura un nuovo ristorante nella food court del Merlata Bloom a Milano. Così come anticipato nei m...

Andrea Cipolloni è il nuovo Amministratore Delegato di Caffè Borbone

11 settembre 2026 | Redazione

Il manager raccoglie il testimone da Marco Schiavon per proseguire il percorso di crescita e sviluppo internazionale dell’azienda

Notizie correlate

Gruppo Caffo 1915: la terza edizione della Capo Cocktail Competition parte da Roma

11 settembre 2026 | Redazione

Al Roma Bar Show in primo piano ci sarà la presenza di Cinzano, al debutto alla manifestazione romana, con i suoi vermouth, spumanti e ready to serve. Vecchio Amaro del Capo amplierà il proprio racconto dal rituale ghiacciato alla mixology

Gruppo Montenegro presenta Lupo Vodka distillata nel cuore delle Dolomiti

11 settembre 2026 | Redazione

Tra le novità del Roma in mostra al Roma Bar Show anche il restyling della bottiglia di Maysta Vodka

Velier compie 80 anni e ritorna da protagonista al Roma Bar Show

10 settembre 2026 | Redazione

Il distributore genovese avrà una presenza con un vero e proprio villaggio di brand e un bar monumentale per guest ed eventi

Campari Group al Roma Bar Show. Focus su Aperol Spritz e cultura dell’aperitivo

10 settembre 2026 | Redazione

Insiema a tutta la gamma Spritz anche Espolòn Tequila e Thomas Henry daranno vita a una presenza articolata dentro e fuori il Roma Bar Show, con una serie di appuntamenti nei locali della Capitale

Lady Amarena International 2026: il 29 settembre la finale a Bologna

09 settembre 2026 | Redazione

Le finaliste di otto Paesi si sfideranno al Velluto Botanique Eclectique. In gara signature cocktail tra bitter, gin, Ratafià, caffè e Amarena Fabbri; debuttano anche i premi speciali Caffetteria e Analcolico.

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 388 - Luglio/Agosto 2026
07 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati