Per anni gli Stati Uniti hanno rappresentato il motore della crescita del Tequila premium. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. Drinks International analizza come il rallentamento dei consumi americani stia obbligando produttori e distributori a ripensare le proprie strategie. Inflazione, maggiore attenzione alla spesa e una fase di normalizzazione dopo il boom post-pandemia stanno frenando gli acquisti, soprattutto nelle fasce premium e super premium che avevano trainato il settore negli ultimi anni. L'articolo invita però a non confondere un rallentamento con una crisi. Il Tequila continua a essere una delle categorie più dinamiche degli spirit, ma non può più contare esclusivamente sul mercato statunitense. Per questo molte aziende stanno accelerando l'espansione in Europa, Asia e America Latina, investendo anche nell'educazione del consumatore. È un passaggio che ricorda quanto accaduto con il gin qualche anno fa: dopo una crescita esplosiva arriva inevitabilmente una fase di consolidamento, in cui sopravvivono i marchi capaci di costruire valore oltre la moda del momento.