Il fascino dell’assenzio nella nuova drink list di Norah was Drunk

Francia o Svizzera? È la domanda che sorge spontanea appena scopriamo che Norah was Drunk, bar milanese nato quasi tre anni fa (a gennaio l’anniversario e si prevede gran festa) puntando sul luciferin...

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Francia o Svizzera? È la domanda che sorge spontanea appena scopriamo che Norah was Drunk, bar milanese nato quasi tre anni fa (a gennaio l’anniversario e si prevede gran festa) puntando sul luciferino Assenzio ne ha creato uno tutto per sé. Cesena, è la risposta, sardonica, di Stefano Rollo, titolare con il barman Niccolò Caramiello, mentre dietro al bancone come presenza fissa (i due si alternano ormai tra Norah e Cactus Joe, aperto sui Navigli lo scorso marzo) c’è da qualche tempo al bancone la bartender Francesca Mannina.

LA DRINK LIST: ASSENZIO

Con un ABV di 53% l’assenzio targato Norah was Drunk va ad aggiungersi alla nutrita selezione presente nel locale. Realizzato con un alambicco a bagnomaria con testa in rame dalla distilleria Breaking Booze Distillery reinterpetando la tradizione francese in collaborazione con e in esclusiva per il locale milanese, l’Assenzio Asteroid è stato studiato per il mondo della mixology. Tra le botaniche presenti, Il finocchietto selvatico e la menta piperita danno freschezza e complessità, le due varietà di artemisia – l’Assenzio Romano e l’Assenzio Pontico – imprimono il tradizionale carattere forte e deciso. L’anice verde apporta dolcezza che si intreccia con il tono amaricante, la melissa e l’issopo arricchiscono il profilo aromatico con note erbacee. Dedicati alla fata verde in lista ci sono quattro cocktails con assenzi provenienti da Italia, Svizzera e Francia: si va dall’Absinthe Mule, dove l’assenzio italiano si mescola con lime, orzata e ginger beer, all’Absinthe Margarita con mezcal e note di agave.

...MA NON SOLO

In realtà la nuova drink list destinata a “vivere” fino ad aprile, ha in tutto una trentina di drink. «Abbiamo inserito una parte di classici di Norah per i nostri clienti affezionati, una piccola lista di quattro Martini, sette Classics e abbiamo dei drink in versione analcolica, in modo che chi non beve alcol non debba sentirsi a disagio con un beverone alla frutta e menta ma possa ottenere un drink identico agli altri anche nel gusto, utilizzando spirits analcolici» dice Rollo.
I nuovi drink sono undici e pescano tra ingredienti particolari, suggestioni prese in gito per il mondo e accostamenti inediti. Ad esempio il Peter Rabbit è «un Negroni bianco fatto con un distillato di mele, una sorta di Calvados ma non invecchiato in botte, lavato col burro con un bitter bianco: è un drink trasparente un po’ più elegante, meno intenso e setoso». Il Volver è fatto con Cognac Pierre Ferrand 1840, Planteray 3 stars, huacatay (un’erba peruviana), chicha venezuelana (una bevanda fatta con riso stracotto, cannella e latte condensato frullati sul ghiaccio), mandarino, cannella e lime. Tra i più apprezzati c’è Romantico a Milano (Martini bitter riserva speciale, Cynar, Vermouth Carlo Alberto Rosso e chimichurri) un aperitivo contraddistinto dalla nota retrò del Cynar e da quella umami del chimichurri.

Interessante la possibilità di ordinare la gran parte dei cocktail in versione mini. La grafica della copertina, che raffigura sempre una donna con la fontana per assenzio, intende superare la tradizionale iconografia Belle époque e viene quindi affidata a un artista contemporaneo: questa volta il compito è stato assegnato al disegnatore e fumettista Lorenzo Colangeli, che ha scelto uno stile da “dark aldy Disney”.
Prima di uscire nella notte di Lambrate, la domanda di rito: come sta andando il bar? «Non ci lamentiamo, a Milano lo scorso maggio-giugno alcuni distributori parlano di un crollo del 30-40% nei bar, ora la situazione si è un po’ ripresa ma non va bene» dice Rollo, una prima vita lavorativa in banche d’affari per vent’anni tra Milano e Londra. Il motivo? «Quando leggete sui giornali che c’è inflazione e i salari sono fermi, vuol dire che qualcosa bisogna tagliare per cui è quello, la gente esce con meno frequenza o magari va in enoteca o in altri posti dove pensa di spendere meno».

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