Florence Cocktail Week, verso l'annullamento dell'edizione 2020

A causa dell’emergenza coronavirus, salta con ogni probabilità l'edizione 2020 della FCW La Florence Cocktail Week avrebbe festeggiato il quinto compleanno e per l’occasione "avevamo pensato di organi...

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A causa dell’emergenza coronavirus, salta con ogni probabilità l'edizione 2020 della FCW

La Florence Cocktail Week avrebbe festeggiato il quinto compleanno e per l’occasione "avevamo pensato di organizzare una manifestazione decisamente pop: più internazionale e più trasversale in termini di pubblico rispetto alle precedenti stagioni”, racconta Paola Mencarelli, ideatrice e organizzatrice della kermesse che nel 2020 avrebbe dovuto coinvolgere ben 40 cocktail bar. “Di cui 15 legati agli hotel”, puntualizza con una nota di orgoglio. “Senza falsa modestia, è grazie anche al nostro impegno se negli ultimi anni la qualità dei bar degli hotel si è alzata notevolmente”, chiarisce.

L'INTERVISTA 

Tuscany Cocktail Week (alla seconda edizione) e Florence Cocktail Week erano in programma rispettivamente dal 27 aprile e dal 4 maggio. E poi ovviamente state cancellate. Anche smontare una manifestazione è un lavoro…
Un lavoro difficile, di cui si parla troppo poco. Io già a fine febbraio, quando l’emergenza coronavirus non era ancora percepita nella sua totale drammaticità, per precauzione avevo spostato la Florence Cocktail Week a settembre, ma nelle settimane successive mi sono resa conto che era meglio bloccare tutto. Un bravo organizzatore di eventi deve essere in grado di calcolare bene i rischi d'impresa e se necessario arretrare in tempo per evitare di pagare inutilmente dei lavori che non servono più: dalla pubblicità alla guest, per dirne un paio.

Perché, però, annullare del tutto la Florence Cocktail Week?
Perché un evento del genere necessita di tre condizioni indispensabili per la sua realizzazione: intanto, la sponsorizzazione delle aziende. Senza, non si fa nulla. Ed è direttamente proporzionale all’ipotetico ritorno di immagine e di visibilità previsto a seguito dell’investimento affrontato. Risultati che dipendono a loro volta da altre variabili quali la possibilità di organizzare feste, masterclass e degustazioni, di vivere il bancone senza restrizioni e di assembrarsi in libertà. Insomma, una manifestazione come la Florence Cocktail Week, che per giunta quest’anno si proponeva di attirare un pubblico a livello internazionale, non ha possibilità di successo fino a quando non torneremo alle abitudini sociali cui eravamo abituati pre covid-19.

Neanche in versione light?
Dipende. Una kermesse più snella, rivolta esclusivamente a un pubblico regionale o nazionale, avrebbe senso solo se ci fosse almeno il permesso di assembramento. Ma la chiamerei in modo diverso per evitare di screditare la nomea della Florence Cocktail Week. Non sia mai che si commenti che è stata un insuccesso! Detto questo, la verità è oggi come oggi è impossibile fare progetti concreti per il futuro. A fine giugno al massimo ne valuteremo la fattibilità.

C’è chi prevede che a Milano e a Roma anche il 30% dei cocktail bar non riaprirà. E a Firenze secondo te quali sono le prospettive?
Non mi sbilancio nell’ipotizzare percentuali, ma di certo per molte realtà questa situazione non è sostenibile ancora a lungo. Penso in particolare ai cocktail bar aperti da poco, con una limitata cassa, e ai locali di dimensioni mini che puntavano su grandi numeri in spazi ridotti.

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