Far circolare la conoscenza nel coffee business

L’economia della conoscenza ha il suo fondamento nell’idea che l’informazione sia fonte di valore e quindi di profitto. Eppure, questo approccio non trova sempre accoglienza nelle organizzazioni, le q...

Condividi l'articolo

L’economia della conoscenza ha il suo fondamento nell’idea che l’informazione sia fonte di valore e quindi di profitto. Eppure, questo approccio non trova sempre accoglienza nelle organizzazioni, le quali per loro natura al contrario dovrebbero favorire la condivisione dell’informazione. Ho più volte riscontrato negli ambienti di lavoro persino una certa diffidenza a fare circolare la conoscenza. Spesso si tratta della paura di avvantaggiare un collega, una modalità di pensiero che denuncia un nocivo clima di sospetto. Ancor più deprecabile quando questa ritrosia parte dai leader dell’organizzazione stessa.

GLI ESEMPI NEL NOSTRO SETTORE
Il mondo del caffè non è esente da situazioni come quelle appena delineate. Ci sono torrefazioni in cui il tostatore è poco più che un operaio con il compito di caricare caffè verde in tostatrice, tostarlo secondo un profilo memorizzato e scaricare il prodotto al termine della cottura. L’imprenditore che applica questo profilo di segretezza ha infatti il terrore che quel suo collaboratore possa un giorno diventare un concorrente. Con la conseguenza che al minimo problema la produzione si blocca o, peggio, va avanti in difetto. Altro esempio sono quei bar in cui la proprietà non fornisce pressoché alcuna formazione tecnica al proprio staff, il cui compito diventa meccanicamente macinare del caffè da caricare in un portafiltro per poi premere il pulsante della macchina (preventivamente programmata dal titolare del locale). La giustificazione dell’oscurantismo in questo caso è la necessità di proteggere il conto economico del bar dall’imperizia dei propri collaboratori che potrebbero generare perdite fatali se lasciati troppo liberi di agire. La proprietà del bar ritiene infatti in questo caso che sia meglio un espresso estratto in qualche modo piuttosto che dormire sonni agitati immaginando i propri operatori che sperperano preziosa polvere di caffè. Di casi così ve ne sono a tutti i livelli e in pressoché ogni campo del coffee business. Eppure, fornire al proprio staff informazione, applicare quindi l’economia della conoscenza, ha una serie di effetti positivi: rafforza nei collaboratori il senso di appartenenza a una squadra di livello, dà loro una maggiore consapevolezza del business e degli obiettivi che si vogliono perseguire, gli dà autostima facendoli sentire professionisti e non automi. E, soprattutto, migliora il settore stesso, favorendo la creazione di un ecosistema davvero professionale e rendendolo più sicuro per tutti gli operatori. Soprattutto fidelizza il cliente che sa di trovare un servizio sempre all’altezza in quanto la conoscenza non è patrimonio esclusivo di uno o dell’altro interlocutore, ma è condivisa a tutela della qualità della prestazione. In pratica: entrando in un bar non dovrei sperare di trovare il barista “quello bravo”, ma avere la certezza che godrò di un espresso perfetto al di là di chi ci sarà di turno. La forza di un bar è semplicemente nella costanza della qualità.


L’autore è direttore generale dell'Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) e consigliere dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e Amministratore del Centro Studi Assaggiatori www.assaggiatoricaffe.org

Spergola über alles: un "nuovo" linguaggio vintage per il vino

06 novembre 2019 | Redazione

Bloomberg, uno dei colossi mass-economicomediatici del mondo occidentale, nel definire le tendenze del vino (che nel frattempo, per chi non lo sapesse, si è trasformato a tutti gli effetti in un bene-...

17 agosto - 22 agosto 09:30 - 17:30 | Verona , Evento diffuso

ll passaporto mondiale del caffè fa tappa a Verona: al via il corso d'élite Q Grader

05 giugno 2026 | Redazione

Arriva a Verona, dal 17 al 22 agosto, la sessione d'esame e formazione Q Grader, l'ambita certificazione internazionale che opera come un vero e proprio "passaporto professionale" per chiunque lavori nella filiera del caffè di alta qualità.

Notizie correlate

Meglio la via di mezzo o l’estremismo dello specialty coffee? Il caso della torrefazione-caffetteria di Taranto Caffè Taras

04 giugno 2026 | Valentina Palange

Un anno fa, lungo una strada trafficata ma non propriamente nel centro storico di Taranto, ha aperto una caffetteria con spazio torrefazione il cui nome rende omaggio alla città dei due mari: Caffè Taras.

Caffè Vergnano: al via il bando per l’apertura di un nuovo bar Women in Coffee in Italia

03 giugno 2026 | Redazione

Un contributo a fondo perduto del valore di 15.000 euro, per l’apertura di un nuovo bar Women in Coffee in Italia.

La Marzocco ottiene la certificazione B Corp™

28 maggio 2026 | Redazione

È la prima azienda manifatturiera nel settore della produzione di macchine per caffè espresso ad aver compiuto questo passo nell’ambito delle valutazioni di B Lab.

Guida Caffè e Torrefazioni d’Italia 2027: candida la torrefazione del cuore

25 maggio 2026 | Redazione

La nuova edizione della Guida Caffè e Torrefazioni d’Italia 2027 nasce con un obiettivo chiaro: raccontare il caffè italiano non solo dal punto di vista delle torrefazioni, ma anche attraverso lo sguardo di chi il caffè lo sceglie, lo prepara e lo serve ogni giorno.

Partnership tra Lavazza e Adyen per semplificare i pagamenti globali

13 maggio 2026 | Redazione

Adyen, piattaforma tecnologico finanziaria scelta da molte aziende leader a livello globale, annuncia oggi una nuova partnership con Lavazza, realtà chiave nel mercato globale del caffè.

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 386 - Maggio 2026
05 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa.

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati