Efcem Italia e Università di Pollenzo: un convegno sulla filiera estesa della ristorazione

Un evento nuovo nel nome e nei contenuti sintomo dell’intenzione di incontrarsi, confrontarsi e mettere le basi per fare, auspicabilmente, sistema fra i vari settori che compongono il mondo della rist...

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Un evento nuovo nel nome e nei contenuti sintomo dell’intenzione di incontrarsi, confrontarsi e mettere le basi per fare, auspicabilmente, sistema fra i vari settori che compongono il mondo della ristorazione. Si può sintetizzare così l’iniziativa che ha portato il 16 aprile scorso a tenere, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, l’evento “La filiera estesa della ristorazione: un’eccellenza del Made in Italy” organizzato da EFCEM Italia, l’Associazione Confindustriale che riunisce le imprese italiane che producono attrezzature professionali per ristorazione e ospitalità, in collaborazione con e presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Inserito tra le celebrazioni ufficiali della Giornata, l’evento di Efcem Italia e Unisg ha voluto valorizzare la filiera estesa della ristorazione con un focus sulle attrezzature professionali, un comparto centrale per il Made in Italy e per lo sviluppo del sistema Paese e dell’industria. Dati alla mano, con oltre 6 miliardi di fatturato, l’Italia è il quarto produttore mondiale di attrezzature professionali dopo Cina, Germania e Stati Uniti, e costituisce un pilastro fondamentale dell’intera filiera, intesa come un ecosistema di comparti interconnessi che contribuiscono in modo sinergico alla diffusione e al prestigio della cucina italiana nel mondo, che vale oltre 120 miliardi di euro di fatturato e coinvolge 392.000 imprese, per un totale di 1,9 milioni di addetti.

Grazie al coinvolgimento dell’Università di Pollenzo, eccellenza formativa di riferimento, l’evento, moderato da Maddalena Fossati, direttrice La Cucina Italiana, e aperto dai saluti di Silvio Barbero, consigliere delegato Unisg, Giovanni Fogliato, sindaco di Bra, e Milena Orso Giacone,  funzionaria Mimit, Casa del Made in Italy di Piemonte-Liguria- Valle d’Aosta, è stato un'importante occasione di confronto tra esperti del settore, accademici, operatori e rappresentanti istituzionali e del corpo studentesco per sottolineare il valore della formazione e delle competenze professionali essenziali nel garantire e rafforzare l’assoluto valore del Made in Italy. 

LE ATTREZZATURE PROFESSIONALI COME TRAIT D'UNION TRA ARTIGIANATO E INDUSTRIA

A fornire sostanza e contributi di discussione ha provveduto la tavola rotonda ”La Filiera estesa della ristorazione fra innovazione, competenze e tendenze future” che ha visto alternarsi al microfono in un vivace confronto moderato dalla direttrice Fossati un caleidoscopio di voci rappresentative della filiera che si vuole estesa, forte e rappresentativa Benedetta Brioschi, responsabile Food&Retail e Sustainability di TEHA (The European House Ambrosetti) da remoto, Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia, Massimo Giubilesi, presidente FCSI Italia (Foodservice Consultants Society International), e OTALL (Ordine Tecnologi Alimentari Lombardia e Liguria), Maurizio Zito, presidente della Sezione Ristoranti dell’Epat-Fipe (Federazione Pubblici Esercizi), Andrea Rossi, presidente EFCEM Italia, e Paolo Corvo, professore di sociologia dei consumi di UNISG.

Centrale anche per il contesto scelto per l’evento, il tema della formazione: “Si tratta di un passaggio necessario – ha affermato Andrea Rossi - se vogliamo rafforzare e integrare le competenze degli operatori e quindi dell’intera filiera della ristorazione italiana. L’innovazione tecnologica, messa in campo dalle aziende italiane per ridurre i consumi energetici e gli sprechi, richiede piani formativi adeguati e costanti che siano al passo con i prodotti sempre più sostenibili, connessi e digitali”.

Allo stesso modo, e’ importante sottolineare il fatto di essere, come produttori di attrezzature professionali, un trait-d’union fra artigianato e industria: “Noi siamo un esempio perfetto di prodotto del Made in Italy – ha continuato -. Siamo artigiani industriali grazie alla nostra capacità di poter fare la differenza nei dettagli, di ascoltare i clienti vicino al territorio e di produrre su specifica, una cosa che pochi sanno. Molto spesso infatti le nostre cucine sono mostrate nei ristoranti perché vogliono far vedere quanto sono belle. Una volta non era così, ma adesso, se andate nei ristoranti oppure negli hotel a 5 stelle, vedrete molte cucine, proprio perché sono – mi si passi il termine – delle opere d’arte”. 

Interessante il passo ulteriore sulla formazione specifica dell’ateneo di Pollenzo da parte di Paolo Corvo, professore associato di Sociologia: “Il mondo della ristorazione sta vivendo profondi cambiamenti a livello organizzativo e tecnologico. L’UNISG, grazie alla versatilità dei suoi ambiti di ricerca, può aiutare le imprese del settore a realizzare prodotti innovativi adeguati alle nuove esigenze dei ristoranti e della loro clientela”.

Le celebrazioni della Giornata Nazionale del Made in Italy, vetrina delle eccellenze che contribuiscono a definirne il concetto sia in Italia che nel mondo, proseguiranno nel  mese di maggio (QUI il programma degli eventi) e comprenderanno oltre 500 iniziative in tutta Italia promosse da aziende e laboratori e più di 50 eventi internazionali in 30 Paesi di 4 continenti.

Emanuela Balestrino

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