A Montecchio, Reggio Emilia, c’è una famiglia che dagli anni Sessanta fa ballare e divertire generazioni. È la famiglia Reverberi, che dal 1963 guida il Redas, prima sala da ballo e ora discoteca a tutti gli effetti. «Nel dopo guerra tutti avevano voglia di gioia e divertimento - racconta Caterina Reverberi, che oggi gestisce il locale con le sorelle Patrizia ed Elisabetta -. Siamo stati e lo siamo tutt’ora un riferimento per molti, e il segreto della nostra “resistenza” sta nei valori che abbiamo sempre difeso: il divertimento dev’essere sano».
Il Redas, che dopo il Covid è stato rinnovato rimodernando gli spazi ma restando fedele alla struttura originaria, è stato fondato dal bisnonno, dal nonno e dal papà di Caterina, Patrizia ed Elisabetta. «Redas e l’acronimo di Reverberi, Erio che è il nome di nostro zio, Dina che è il nome di nostra nonna, Armandino di nostro padre e Sergio di nostro nonno», aggiunge Caterina Reverberi, che ci racconta come oggi si sia un po’ tornati alle origini, «al club di una volta».
Il target è ampio, va dai 30 ai 55/60 anni. Il locale apre alle 21 per l’apericena e alle 22:30 per il post-cena. «Il venerdì e la domenica facciamo il liscio, il sabato lavoriamo con i gruppi dal vivo e la discoteca nella sala grande con dj anche internazionali, il latino lo facciamo nella sala piccola. Ci piace lavorare con clienti più adulti, che mantengono l’ambiente pulito e che si vogliono divertire in stile anni Novanta. Che poi è quello che manca alle generazioni moderne».
E infatti per l’imprenditrice emiliana i giovani «vanno rieducati al ballo e non allo sballo, a divertirsi in modo sano. E bisogna farlo a partire dalla scuola, con la rieducazione al divertimento che ha una sua importanza, permettendo ai ragazzi di sfogarsi ma senza esagerare».