Il mercato italiano del caffè monoporzionato ha raggiunto 1,58 miliardi di euro nel 2025, in crescita dell'11,2%, anche se al netto degli aumenti di prezzo il progresso reale si riduce al 2,6%. Ma nel report Competitive Data ripreso da Comunicaffe c'è un dato che spicca sugli altri: le vecchie cialde in carta ESE sono cresciute del 28,6%, molto più delle capsule speciali (+10,1%). Un ritorno che ha diverse spiegazioni: cresce il parco macchine, aumenta la distribuzione, il formato è percepito come più conveniente e sostenibile e trova nuovi spazi anche negli uffici fuori dal tradizionale circuito OCS. Ma sarebbe riduttivo leggere il mercato come una rivincita della cialda sulla capsula.
Il report mostra infatti che la partita del monoporzionato si sta spostando altrove: sistemi macchina-consumabile, premiumizzazione, sostenibilità, moltiplicazione delle occasioni di consumo e capacità dei marchi di controllare direttamente la relazione con il cliente. Persino la domanda tradizionale - quale sistema vende di più? - rischia quindi di diventare vecchia. Se una macchina deve ormai intercettare più momenti della giornata e una capsula deve differenziarsi attraverso origine, specialty, limited edition e sostenibilità, il vero prodotto non è più soltanto la dose di caffè, ma l'ecosistema costruito intorno a quella dose. Ed è probabilmente questa la parte del report Competitive Data che merita di essere letta oltre il sorprendente ritorno della cialda.