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59

NOVEMBRE/DICEMBRE 2014

la loro opinione, che può essere molto

utile per coinvolgerli attivamente nella

costruzione delle politiche commerciali

delle insegne epersinodella configurazio-

ne dei format distributivi» spiega Grandi.

A questo proposito un esempio è stato

quello di una catena di supermercati che

ha creato un volantino mettendo insieme

le proposte di sconto che gli utenti con-

dividevano su Facebook.

«Un dato importante da non sottovalutare

è, poi, la semplicità, che si traduce nella

applicazione del principio

del ‘problem solving’ an-

che all’esperienza di spesa

che vive quotidianamente

il consumatoresiaattraver-

so lapropostadi strumenti

tecnologici, che rendono

facile e veloce la spesa,

sia attraverso lo studio

del cliente nel negozio per

capire e intervenire sulle

fasi di shopping che per

lui sono più ‘complesse’»

aggiunge il docente. Biso-

gna infatti ricordare che a

differenza dello shopping

di abiti e accessori, nei su-

permercati non si “vuole”

fare la spesa ma si “deve”,

quindi è fondamentaleper

il cliente non avere la sen-

sazionedi ‘perdere tempo’.

A questo scopo sono stati

introdotti in alcuni super-

mercati il self scanning o

il self check out perché

offrono un servizio di ve-

locizzazione e di relazione

con i clienti e inoltre con-

sentono alcune situazioni

di saving dei costi del per-

sonale per i retailer. Un unico addetto

di controllo, infatti, può presidiare da 6

a 10 casse con un controllo a campione

della spesa (che si effettua sul 10/15%delle

transazioni effettuate con questo sistema

di checkout). Questamodalità di acquisto

in Italia fatica ad affermarsi (nel 2011

in Italia erano 250 i negozi con self

A

bbiamo chiesto a Marino Vignati,

Direttore dei Sistemi informativi di

Auchan Italia, quale riscontro e quali

vantaggi derivino dallo sviluppo

di strategie mirate a integrare le

modalità di acquisto on-line e in-store.

Siete stati tra i primi a sviluppare una

app da utilizzare in-store.

Con quale bilancio?

Siamo soddisfatti perché

abbiamo cominciato nel 2011 con una app

informativa e siamo arrivati a circa 5mila

download, poi abbiamo introdotto quella per

il self scanning, che ne ha avuto circa 15mila,

successivamente abbiamo unito il mobile

payment e infine abbiamo integrato le 3 app

con il sito.

A oggi esiste un’unica app che comprende

tutte queste funzionalità: nell’ultimo mese ha

registrato 33.804 sessioni e da inizio anno

223.733.

Quali le funzioni o i servizi più apprezzati?

Il self scanning e le informazioni relative ai

volantini attivi su un determinato punto vendita.

Mentre il servizio di mobile payement, che per

ora è stato attivato su 11 punti vendita, nel

periodo gennaio-settembre è stato utilizzato

con i suoi vari servizi da 43.834 clienti unici.

Quali sono invece i vantaggi che il retailer

può ricavare da questa app?

Informazioni aggiuntive sui clienti, che vanno

ad accrescere quelle della carta fedeltà,

che comunque fornisce una buona base di

conoscenza.

Avete in progetto di ampliare o migliorare

queste tecnologie?

Sì, in particolare pensiamo all’e-couponing e

ai nuovi servizi legati all’esperienza di acquisto

come cross selling (mettere a disposizione

prodotti o servizi in qualche modo collegati

con la scelta d’acquisto iniziale per renderla

più completa), informazioni sugli ingredienti e

consigli su abbinamenti tra cibi e bevande.

IL CASO AUCHAN

12%

DEI CONSUMATORI

ITALIANI USA TABLET

O SMARTPHONE

47%

RITIENE UTILE

SEGUIRE I BRAND SUI

SOCIAL

56%

USA SMARTPHONE PER

GEOLOCALIZZAZIONE

DEI NEGOZI