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NOVEMBRE/DICEMBRE 2014

il singolo pdv con le sue specificità. È

quindi fondamentale fornire una risposta

mirata e celere, magari con un live tweet.

Dare un’indicazione tailor-made per ogni

singolo cliente e per ogni sua specifica

esigenza è la sfida che tutti vorrebbero

vincere. E che con i social affrontiamo

quotidianamente. Perché un’insegna re-

attiva, tempestiva ed efficace nel fornire

proposte e soluzioni ha ottime possibilità

di migliorare la propria web reputation».

Logiche e sintassi

del social

«Tanti retailer – lamenta Kaufman- utiliz-

zano il digitale impropriamente. Come

se, per esempio, adoperassero la tv alla

stregua della radio, ignorandone la fun-

zionalità visiva e sfruttandone solo quella

audio. Allo stesso modo, tanti si servono

del web quasi fosse un volantino o un’af-

fissione. Invece la sintassi e il linguaggio

sono diversi. Sul social il confronto deve

essere trapari. Ci deveessereuno scambio

ugualitario. Per questo sono convinto che

trasporre pedissequamente sull’on-line il

volantino cartaceo concepito come vetri-

na multi-comprensiva, rischia di diveni-

re un esercizio inutile, perché ignora le

vere potenzialità del web che risiedono

altrove. Nella ricercamirata, per esempio,

per singola referenza o per occasione di

consumo, con l’ausilio di una seo sempre

più raffinata.

«Capiamoci – aggiunge Stanco - non de-

monizziamo il volantino cartaceo, ma

pensiamo sia uno strumentoper un target

circoscritto e che tende ad assottigliarsi

sempre di più, fino a divenire desueto.

E inpropositoci sono “illustri” precedenti:

per esempio, in quanti oggi ricorrono an-

cora aun’agenziadi viaggioper acquistare

i biglietti? Sempre di meno, perché la rete

offre opportunità inusitate fino a qualche

anno fa…E per prevedere con un pizzico

di lungimiranza il futuro, credo si debba

guardare oltre, a benchmark diversi da

quello del retail, ad aziende con know

how molto più complesso e strutturato,

come le telefoniche che citavo prima, ma

anche come certe banche».

Big data, ieri e oggi

«L’utilizzo, oggi è veramente ampio – con-

ferma Kaufman. Grazie a questa mole

di dati possiamo vedere cosa mangia,

compra, beve il nostro cliente e come

cambiano le sue scelte. Il focus non è

oggi a livello di singolo, ma di cluster di

consumo. È fondamentaleper noi operare

su queste informazioni per capire quali

abbinamenti piacciono di più, quali siano

i prodotti più acquistati o quelli in calo e

studiare come sviluppare l’offerta».

«I Biga data non sono una creatura del

web, né dei social– aggiunge Stanco – esi-

stevano già grazie alle fidelity, ora, però,

sonomuscolarmente più forti. Accedere a

queste informazioni va fatto sempre nel

rispetto della privacy, ma mentre i clienti

sono più attenti a dare l’assenso in ambiti

promozionali, in contesti social si registra

una maggiore attitudine a superare la

naturale diffidenza».

Sintassi social e pdv fisico

«La nuova sintassi social può avere un

corrispettivo anche sul pdv fisico, così

da renderlo più smart? Ci stiamo da

qualche tempo interrogando su que-

sto punto» racconta Kaufman. L’ideale

sarebbe bypassare l’ormai obsoleta di-

cotomia fisico-digitale. Il negozio fisico

non è superato. Al contrario, è un asset

fondamentale (a differenza di molti altri

settori come l’elettronica “assediata”dalla

vendite defisicizzate).

La questione deve essere impostata di-

versamente, il tema diventa infatti: “come

dare la migliore esperienza d’acquisto

al consumatore, che oggi non può pre-

scindere dal digitale e dal mobile ma è

sempre connesso alla rete, anche quando

fa la spesa?” La risposta è quella di tro-

vare dei punti di contatto con l’on line

anche sul punto vendita. E parlo tanto

del totem nella cantina dei vini (anche

se un po’ datato), quanto di soluzioni

più nuove come il “Clicca & Ritira” o il

self scanning appena implementato nel

punto vendita di Piazza Gramsci a Mila-

no». «L’idea – auspica Stanco- è quella di

approcciare questo tema anche al di là

del divertissement tecnologico in modo

che tutte queste funzionalità possano

diventare momenti normali, parte in-

tegrante dell’offerta. È questa la nostra

stella polare, l’obiettivo è raggiungerla:

il cliente è prontissimo. È una questione

di organizzazione interna».

S

LIVE TWEET

A

l tweet di un utente:«Voglia di zeppole» Carrefour risponde tempestivamente

(nello spazio di un’ora) indicando il pdv più vicino in cui poter trovare i dolcetti.

A corredo, viene postata una foto scattata per l’occasione e NON di repertorio.

Ri essione: così cresce la web reputation di un’insegna che segue l’onda con live

tweet.

Roberto

Stanco