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37

NOVEMBRE/DICEMBRE 2014

testare le diverse proposte, considerando

comunque che il fenomeno Bio, fino ad

oggi, è più un fatto di tendenza (si parla

ancora di consumi estremamente bassi,

al di sotto dell’1%). Abbiamo fatto alcuni

test in Coop Lombardia, allestendo testa-

te di scaffali dedicate, perché all’interno

degli scaffali i bio rischiano di perdersi.

Sarebbe necessario anche, affinchè il fe-

nomeno si ampli, che le aziende vinicole

provino ad investire in comunicazione

all’interno delle insegne Gdo”.

“Nonostante se ne parli da qualche anno

e sia aumentata l’offerta, - interviene

Gianluca Lucchetti, ConsorzioNordOvest

- il vino bio non esprime gli stessi trend

positivi, che il biologico realizza in altre

categorie. A mio avviso il gap dei costi

all’acquisto e dei prezzi di vendita, del

vino bio nei confronti del vino tradizio-

nale, ne rallenta la crescita.

70%

DEI CONSUMATORI DI

CIBO BIO È SICURO DELLA

SUA SALUBRITÀ

32%

DI CHI NON ACQUISTA

BIO È PRONTO A INIZIARE

A FARLO A BREVE

Oggi molte aziende vitivinicole sono in conversione

biologica e se queste riusciranno a mantenere elevati

standard qualitativi a condizioni d’acquisto in linea con

il prodotto tradizionale, potremo rilevare dei tassi di

crescita ben differenti anche nell’offerta bio del compar-

to vini. Sono un paio d’anni che siamo partiti con una

selezione di vini bio e biodinamici e abbiamo scelto di

portare fuori dallo scaffale, utilizzando in alcuni punti

vendita un espositore in legno sul quale abbiamo ben

evidenziato la provenienza di questi prodotti” .

“Siamo convinti - dice Massimo Perini di UNES - che i

vini biologici debbano essere rappresentati all’interno

dell’assortimento per dare una risposta concreta a tutti

i consumatori attenti al tema. Il nostro assortimento

è ancora marginale (5 vini bio, uno dei quali anche

senza solfiti aggiunti), ma le rotazioni sono costanti e

in leggero incremento. Attualmente sono evidenziati

sullo scaffale mediante uno slim con scritto BIO”.

“L’attenzione sul biologico è cresciuta e i produttori

hanno fatto grandi passi in questo senso- spiega Fabio

Loi, Conad del Tirreno- in ogni caso questi sforzi ad

oggi non hanno permesso una vendita importante

di questi prodotti in

grande distribuzione

e le vendite rimango-

no lontane da quelle

del vino tradizionale.

Penso sia necessaria

una maggior infor-

mazione sul prodotto

biologico”.

L’attenzione alla qua-

lità del biologico da

parte della produzione è in evidente aumento.

Viticoltori Ponte, cooperativa che raggruppa viticoltori

della provincia di Treviso e Venezia, è dal 1990 che ha

puntato sul Biologico, creando un filo diretto con Uni-

coop di Firenze. “Una scelta difficile e condivisa –spiega

Massimo Benetello, direttore Viticoltori Ponte - che ha

portato tutta la filiera: dal vigneto alla cantina, all’ela-

borazione di vini bio certificati grazie ad un controllo

qualità elevatissimo”. Cantina Tollo, cooperativa punto

di riferimento in Abruzzo, è tra i massimi produttori

di biologico sin dagli anni ’90. Da allora il processo

delle colture bio è stato continuo e oggi interessa ben

237 ettari riconvertiti bio a Montepulciano, Trebbiano,

Merlot, Sangiovese e Cabernet. Terre Cortesi Moncaro,

la maggiore realtà delle Marche nel settore vitivinicolo,

dedica oltre 60 ettari al Bio, presente in Auchan, Sma

e Coop Italia, i vini Geos sono in ingresso nelle in

Carrefour e Conad.

IL BIOLOGICO È UN DATO ORMAI

ACQUISITO, LA FRONTIERA SI È SPOSTATA

PIÙ AVANTI: LA BIODINAMICA, IL

VEGANO, IL VEGETARIANO SONO TREND

PIÙ ATTUALI E INTERPRETATI DAI RETAILER

PIÙ ATTENTI E AGGIORNATI