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NOVEMBRE/DICEMBRE 2014
testare le diverse proposte, considerando
comunque che il fenomeno Bio, fino ad
oggi, è più un fatto di tendenza (si parla
ancora di consumi estremamente bassi,
al di sotto dell’1%). Abbiamo fatto alcuni
test in Coop Lombardia, allestendo testa-
te di scaffali dedicate, perché all’interno
degli scaffali i bio rischiano di perdersi.
Sarebbe necessario anche, affinchè il fe-
nomeno si ampli, che le aziende vinicole
provino ad investire in comunicazione
all’interno delle insegne Gdo”.
“Nonostante se ne parli da qualche anno
e sia aumentata l’offerta, - interviene
Gianluca Lucchetti, ConsorzioNordOvest
- il vino bio non esprime gli stessi trend
positivi, che il biologico realizza in altre
categorie. A mio avviso il gap dei costi
all’acquisto e dei prezzi di vendita, del
vino bio nei confronti del vino tradizio-
nale, ne rallenta la crescita.
70%
DEI CONSUMATORI DI
CIBO BIO È SICURO DELLA
SUA SALUBRITÀ
32%
DI CHI NON ACQUISTA
BIO È PRONTO A INIZIARE
A FARLO A BREVE
Oggi molte aziende vitivinicole sono in conversione
biologica e se queste riusciranno a mantenere elevati
standard qualitativi a condizioni d’acquisto in linea con
il prodotto tradizionale, potremo rilevare dei tassi di
crescita ben differenti anche nell’offerta bio del compar-
to vini. Sono un paio d’anni che siamo partiti con una
selezione di vini bio e biodinamici e abbiamo scelto di
portare fuori dallo scaffale, utilizzando in alcuni punti
vendita un espositore in legno sul quale abbiamo ben
evidenziato la provenienza di questi prodotti” .
“Siamo convinti - dice Massimo Perini di UNES - che i
vini biologici debbano essere rappresentati all’interno
dell’assortimento per dare una risposta concreta a tutti
i consumatori attenti al tema. Il nostro assortimento
è ancora marginale (5 vini bio, uno dei quali anche
senza solfiti aggiunti), ma le rotazioni sono costanti e
in leggero incremento. Attualmente sono evidenziati
sullo scaffale mediante uno slim con scritto BIO”.
“L’attenzione sul biologico è cresciuta e i produttori
hanno fatto grandi passi in questo senso- spiega Fabio
Loi, Conad del Tirreno- in ogni caso questi sforzi ad
oggi non hanno permesso una vendita importante
di questi prodotti in
grande distribuzione
e le vendite rimango-
no lontane da quelle
del vino tradizionale.
Penso sia necessaria
una maggior infor-
mazione sul prodotto
biologico”.
L’attenzione alla qua-
lità del biologico da
parte della produzione è in evidente aumento.
Viticoltori Ponte, cooperativa che raggruppa viticoltori
della provincia di Treviso e Venezia, è dal 1990 che ha
puntato sul Biologico, creando un filo diretto con Uni-
coop di Firenze. “Una scelta difficile e condivisa –spiega
Massimo Benetello, direttore Viticoltori Ponte - che ha
portato tutta la filiera: dal vigneto alla cantina, all’ela-
borazione di vini bio certificati grazie ad un controllo
qualità elevatissimo”. Cantina Tollo, cooperativa punto
di riferimento in Abruzzo, è tra i massimi produttori
di biologico sin dagli anni ’90. Da allora il processo
delle colture bio è stato continuo e oggi interessa ben
237 ettari riconvertiti bio a Montepulciano, Trebbiano,
Merlot, Sangiovese e Cabernet. Terre Cortesi Moncaro,
la maggiore realtà delle Marche nel settore vitivinicolo,
dedica oltre 60 ettari al Bio, presente in Auchan, Sma
e Coop Italia, i vini Geos sono in ingresso nelle in
Carrefour e Conad.
IL BIOLOGICO È UN DATO ORMAI
ACQUISITO, LA FRONTIERA SI È SPOSTATA
PIÙ AVANTI: LA BIODINAMICA, IL
VEGANO, IL VEGETARIANO SONO TREND
PIÙ ATTUALI E INTERPRETATI DAI RETAILER
PIÙ ATTENTI E AGGIORNATI




