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IN CUCINA

GIU. LUG. 2016

22

I

numeri non possono passare

sotto silenzio: l’incidenza della

celiachia è stimata in un sog-

getto ogni 100 persone.

I dati più recenti diagnosticati in Italia

sono quelli forniti dalla Relazione al

Parlamento del Ministero della Sa-

lute edizione 2014: al 31/12/2014 il

numero dei pazienti effettivamente

diagnosticati è stato di 172.197, ma la

prevalenza stimata di questa patolo-

gia è appunto l’1% della popolazione

italiana. Il numero teorico comples-

sivo dei celiaci sarebbe quindi pari

a 600.000 persone circa, dei quali

oltre 400.000 ad oggi non è ancora

consapevole di essere celiaco.

Ma cos’è effettivamente la celiachia?

La celiachia è un’intolleranza perma-

nente al glutine presente negli ali-

menti. Il glutine è un complesso pro-

teico presente in alcuni cereali, quali

frumento, segale, orzo, farro, spelta,

grano khorasan (commercializzato

spesso come KAMUT

®

), triticale. Il

consumo di questi cereali provoca

una reazione avversa nel celiaco

dovuta all’introduzione del glutine

con il cibo all’interno dell’organismo.

L’intolleranza al glutine genera infatti

gravi danni alla mucosa intestinale

quali l’atrofia dei villi intestinali, quei

ripiegamenti della parete intestinale a

forma di piccole dita, che consentono

di aumentare la superficie assorbente

dei nutrienti presenti nei cibi.

Dalla celiachia non si guarisce, tut-

tavia l’adozione di una dieta senza

glutine fa regredire disturbi e sinto-

matologia.

Ma cosa vuol dire oggi, nel terzo

millennio, essere celiaco? Quali

differenze rispetto a una mancia-

ta di anni fa?

Bastano poche considerazioni per

comprendere come, in maniera sot-

tile e subdola, la celiachia abbia per-

vaso la vita di moltissime persone in

DI MARIA ELENA DIPACE

Tutta colpa

del glutine

La celiachia: una malattia venuta alla luce solo in tempi recenti

che sta trasformando anche il modo di fare ristorazione

tutto il mondo. Strana cosa in fondo

la celiachia... Per anni praticamente

sconosciuta, poi finalmente pian pia-

no portata a galla e oggi purtroppo

in grandissima espansione. Ma tor-

niamo alla domanda iniziale.

Essere celiaco, oggi, vuol dire non

aver praticamente più problemi con i

pasti consumati in ambito domestico

perché la quantità di alimenti che è

possibile trovare oggi sul mercato è

veramente grande e, fortunatamente,

i prodotti hanno un gusto migliore

rispetto ai primi tempi. Ma le cose

cambiano quando si va fuori, per-

ché mangiare fuori casa può essere

ancora problematico.

IL PROGETTOALIMENTAZIONE

FUORI CASA.

Ad esclusione delle

mense delle strutture scolastiche e

ospedaliere e delle strutture pubbli-

che, che, dal 2005, anno di pubbli-

cazione della legge n. 123, devono

IN COLLABORAZIONE CON AIC