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DIC. GEN. 2016

31

M

arinareèunatecnica

che da sempre per-

mette di preparare

alla cottura carni,

pesci, verdure; tuttavia spesso dopo

la marinatura i cibi si consumano an-

che crudi. Marinare significa inserire

in un liquido un alimento crudo (più

raramente cotto). Le marinature pos-

sono essere suddivise in tre categorie

secondo la mia esperienza.

PER CUCINARE A FREDDO. Si utiliz-

zano cibi crudi, conditi per alcune ore

ominuti secondo lo spessore del cibo

tagliato, con liquidi acidi tipo aceto,

succo di limone, vino, birra o altri

alimenti con lemedesime caratteristi-

che. Spesso i cibi cambiano colore con

questa tecnica, perché l’acido tende

a sbiancare o,meglio, a “cuocere un

alimento a freddo”. Dopo tale proce-

dimento la carne o il pesce, possono

essere messi sott’olio o conditi.

PER IMMERSIONE. Questa tipologia

a me non piace molto, perché oltre a

essere poco incisiva per vari motivi,

richiedeunconsumoelevatodi liquidi

(vino, acqua, condimenti ecc.). Il ci-

bo rimane in questamarinaturamolti

giorni, per poi essere cotto.

IN SOTTOVUOTO. Con questa tec-

nica, oltre a velocizzare i tempi, di-

minuiamo di circa 1/10 l’utilizzo dei

condimenti, avendo una riduzione di

circa il 70%dei tempi, e unamaggiore

efficaciadei liquidi edellamarinatura,

di gran lunga superiore a quelle pre-

cedenti. Con tale tecnica si possono

marinare selvaggina, pollame, pesci,

crostacei, molluschi, manzo, verdure

e frutta.

Proprio la frutta può avere sviluppi

interessanti. Se si mette in una terrina

mezza mela immersa in vino rosso e

si esegue un processo di sottovuo-

to nella macchina a campana senza

sacchetto, il vino impregna la mela,

per un effetto di osmosi, realizzan-

do una sorta di marinatura. Quindi

utilizzando tale tecnica si possono

equilibrare i sapori e aromatizzare i

cibi con liquidi e spezie.

Si può marinare anche un cibo in

velocità. Se si immerge un pezzo di

carne in un olio aromatico, oppure se

si condiscono delle verdure con olio,

pepe, sale, succo di limone, avremo

una sorta di marinatura veloce, che

darà sapore al cibo. Ovviamente più è

lunga questa marinatura, più i sapori

si intensificano.

Non è solo questione di sapore. Per

la carne ad esempio, la marinatura

ha lo scopo di ammorbidire le fibre

muscolari, rendendola più digeribile.

Tra lemarinature vengonoclassificate

anche quelle fasi dove pesci, o carni

vengono messi sotto un mix di sale e

zucchero bilanciati, per alcune ore o

giorni, a secondadel prodotto.Questo

procedimentodàunaspetto“plastico”

al cibo, ottimo poi al taglio. Un esem-

pio su tutti è il salmone marinato e

successivamente affumicato.

La marinatura,

procedimento da scoprire

IN CUCINA

DI GREGORI NALON

WWW.GREGORICHEF.IT

Una tecnica secolare che

oggi con la moda crudista

sta riscuotendo nuovo

interesse. Conosciamo

meglio i diversi modi di

marinare, dai più tradizionali

a quelli più moderni

In alto, insalatina di seppia marinata all’olio e

limone, e poi cotta a vapore. Qui sopra, petto

d’anatra in marinatura di aceto balsamico