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DIC. GEN. 2015

28

mancare nel piatto dei formaggi)

per estendersi in tutto lo Stivale e

a tutte le tipologie di ristorazione,

dalla pizzeria allo stellato.

«Esistono tre tipologie di Gorgon-

zola - spiega Fiorenzo Santini, Ad

di Speca Alimentari di Verbania,

una delle province interessate dalla

produzione e vero intenditore del

prodotto - quello asciutto, con una

stagionatura di non oltre due me-

si, molto utilizzato dalle pizzerie

perché bagna meno la pasta, quello

medio usato per la lavorazione di

primi piatti e ripieni nei ristoranti e

quello cremoso, che viene proposto

nel tagliere di formaggi. La consi-

stenza è fondamentale, e dipende

essenzialmente dalla stagionatura

ma anche dal tipo di fermenti uti-

lizzati. Gli intenditori sanno che il

Gorgonzola di qualità deve avere

una consistenza cremosa, ma non

deve essere troppo morbido; non

deve né stare in piedi, né cedere

o scivolare troppo».

Come si presenta in tavola? «Un

Gorgonzola di qualità nel giro for-

maggi deve essere degustato a metà

percorso - continua Santini -, dopo i

freschi e prima dei più stagionati e

saporiti. Secondo me invece non va

accompagnato da mieli o marmel-

late, perché ha un gusto uniforme,

è un formaggio che vive da solo».

Il Gorgonzola ha pochi veri “con-

correnti”; nel Sud Italia però nelle

pizzerie viene spesso utilizzato il

Bergader, un formaggio tedesco er-

borinato molto verde con un gusto

forte, che un tempo veniva spes-

so “spacciato” per gorgonzola. «Ma

chi lo prova capisce la differenza e

cambia, come mi ha confessato un

pizzaiolo di Napoli» dice Santini.

SIMBOLO DEL MADE IN ITALY.

Una conoscenza crescente del pro-

dotto che sta uscendo dai confini

nazionali. «L’export sta andando

molto bene e sta crescendo l’inte-

resse dei mercati più lontani come

Cina, Giappone e Dubai. In que-

sto senso l’Expo, se utilizzato in

modo intelligente, potrebbe dare

una grossa spinta alle nostre pro-

duzioni Made in Italy, che spesso

IN DISPENSA

DUE MARCHI PER DUE UTILIZZI

Sono due le tipologie di Gorgonzola nel portafoglio dei prodotti a

marchio della Cooperativa italiana Catering, selezionati pensando alle

esigenze delle zone d’Italia che non lo consumano per tradizione. Ce li

spiega Nicoletta Bassi dell’omonima azienda che li produce entrambi.

«Il prodotto a marchio Tavola Viva è un Gorgonzola più asciutto e dal

prezzo più aggressivo, con 65-75 giorni di stagionatura, mentre quello

marchiato Qualitaly, con 55-60 giorni di stagionatura e adatto al servizio

in tavola e a una ristorazione medio-alta, è morbido e cremoso. Il tipo

asciutto è adatto al consumo veloce di pizzerie, tavole calde e bar che

lo usano per panini, piadine e pizze, situazioni in cui il formaggio deve

essere facile da gestire nel taglio».