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DIC. GEN. 2015

22

posso garantire che il consumo di

riso da noi è sempre stato importan-

te. Uno dei piatti regionali più noto

in Italia e oltre frontiera è il “riso

patate e cozze” cotto al forno nella

caratteristica tiella, il recipiente di

terracotta che, per esteso, oggi è

usato per definire il piatto, nor-

malmente proposto nei ristoranti di

quasi tutta la Regione, ma anche nel

consumo domestico. Altro piatto

della tradizione pugliese legato al

riso è il “risotto ai frutti di mare”,

un piatto conosciuto in tutt’Italia

in tantissime varianti.

Quindi, per quanto riguarda la mia

regione non parlerei di riscoperta,

il riso è stato sempre usato con

assiduità. Ritengo che i ristoranti

siano sempre veicolo e ispiratori

di nuove attenzioni di consumo,

di ricoperta delle tradizioni, di cul-

tura, anche in questo senso il riso

può beneficiare del lavoro di chef

e ristoratori, capaci di tramandare

ricette e di illustrare i molteplici

utilizzi di questo cereale in cucina».

«Il riso - fa eco Cavozza - è sempre

più di largo consumo nelle cucine

moderne, i risi speciali entrano

sempre più spesso nei menù dei

ristoranti d’oggi, come ad esempio

il riso venere che raddoppia i volu-

mi di anno in anno (noi adottiamo

una lavorazione speciale), oppure

le speciali cultivar di risi autocto-

ni. Credo che la tradizione del riso

in Italia sia più profonda e ricca

di valore di quella della pasta; è

solo la pigrizia di alcuni cuochi

che accentua certe differenze. Ma i

grandi chef, che hanno una politica

qualitativa a tutto tondo e punta-

no sul risotto come biglietto da

visita della nostra cucina anche in

chiave Made in Italy verso i clienti

stranieri, hanno sempre successo».

OPPORTUNITÀ, NON PROBLE-

MA.

La cottura è uno degli handicap

IN DISPENSA

DALLA DISPENSA QUALITALY

QUATTRO VARIETÀ IN GAMMA

Carnaroli, Semifino Arborio,

Semifino Vialone Nano, Ribe

Parboiled. Sono le varietà di riso

presenti nell’offerta a marchio

Qualitaly adatte in particolare

per la preparazione di risotti.

All’analisi organolettica il

riso lavorato si presenta con

i grani tipici della varietà, di

colore caratteristico del tipo

di lavorazione, di odore tipico

e di sapore caratteristico

senza note estranee o tracce

di infestazione, in atto o

recenti, da insetti o roditori; o

odore di ammuffito; o odore

di affumicato; o odore di

rancido o stantio; o qualsiasi

altro odore, colore o sapore

intenso, sgradevole, comunque

riconducibile ad un non perfetto

stato di conservazione.

È confezionato in sacchetti

termosaldati sottovuoto posti in

astuccio di cartoncino da 1000

grammi. Shelf life 26 mesi dalla

data di confezionamento.

LO CHEF

Cottura delicata e lunga

U

n buon risotto necessita di ottimi prodotti di base, dal brodo

all’ingrediente caratterizzante, passando per il riso, e una certa

attenzione nella preparazione, nel giusto equilibrio tra cottura e necessità

di mantenere i chicchi sgranati e “consistenti” sotto i denti, eppure rendere

tutto omogeneo e vellutato grazie alla mantecatura con burro e formaggio

grattugiato. «Il riso è delicato durante la sua preparazione – afferma Michele

D’Agostino Presidente Unione Cuochi Regione Puglia - e bisogna conoscerlo

bene per dargli la giusta consistenza di cottura e di abbinamenti. È una

preparazione che necessita di ricerca e cultura di prodotto, anche sotto l’aspetto

delle varietà che si scelgono, che hanno caratteristiche differenti sia aromatiche

che di risposta alla cottura. Per il riso vale l’antica regola che si possono

ottenere grandi risultati se si conosce il prodotto e la sua risposta alla cottura: il

confine tra un buon risotto e uno non buono è, sotto certi aspetti, sottile».