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APR. MAG. 2018

S

i è diplomato alla Scuo-

la Alberghiera di Massa

Carrara. Dal 2001 è nel

gruppo Barilla in qualità

di chef nella prestigiosa Academia

Barilla, per cui organizza e collabo-

ra a diverse attività gastronomiche.

Appassionato di cucina e di pa-

sticceria, Marcello Zaccaria ha

lavorato in diversi ristoranti ita-

liani ed esteri, dalla Toscana alla

Svizzera, e ha avuto collaborazioni

con importanti cuochi italiani, oltre

ad una significativa esperienza in

Giappone presso una nota catena

di ristoranti.

Membro della Federazione Italiana

Cuochi, ha partecipato - soprattut-

to all’estero - a diverse trasmissioni

televisive nel ruolo di giudice come

esperto di cucina italiana.

Cominciamo raccontando il tuo

percorso in ambito ristorazione.

Qual è stata la tua formazione e

in che modo hai ‘debuttato’ in

questo settore?

Mi sono affacciato al mondo della

ristorazione già durante il periodo

scolastico. Terminati gli studi pres-

so l’istituto Alberghiero G. Minuto

di Marina di Massa, sono entrato a

pieno in quella che è sempre stata

la mia passione: la cucina. Il lavoro

mi ha portato in giro per il mondo:

dopo l’Italia, anche Asia ed Europa.

Sicuramente le basi scolastiche “di

un tempo” e le prime esperienze in

cucina, sono state indispensabili per

la mia formazione.

Cosa ti ha spinto a scegliere que-

sto lavoro?

La passione. Questo lavoro si può

fare solamente se c’è amore e voglia

d’imparare e chi non prova queste

sensazioni, prima o poi si stanca e

vuole cambiare.

Dove hai fatto la gavetta e in quali

ristoranti hai lavorato?

Ho lavorato in alberghi e ristoranti in

Versilia e nella zona Apuana. Inoltre,

ho fatto esperienze lavorative sia in

altrezoned’ItaliacomeFerrara, Imola,

FirenzeeReggioEmilia, cheall’estero:

Svizzera, Francia,Giappone.Hoavuto

la fortuna di lavorare con chef molto

capaci, più o meno conosciuti.

Qual è il tuo stile in cucina?

Amo una cucina semplice ma nello

stesso tempo ricercata, capace di

esaltare ogni singolo ingrediente

utilizzato, rispettando stagioni e tec-

niche di cottura. Non mi dimentico

della tradizione e la rispetto, cerco

però di renderla attuale senza stra-

volgerla. Alla domanda cosami piace

cucinare di più, rispondo: tutto, la

cucina va amata a 360°.

Parliamo delle esperienze all’este-

ro…

Esperienze uniche, che ogni cuoco

dovrebbe fare. Ho lavorato in risto-

ranti italiani, dove ho anche potuto

imparare moltissime cose legate al-

le culture locali. Ancora oggi il mio

lavoro mi porta a girare il mondo e

questo mi arricchisce molto, special-

mente per quanto riguarda la tecnica.

Qual è la sostanziale differenza

tra un ristorante italiano e uno

straniero?

Ogni ristorante straniero cerca di

portare nel paese che lo ospita

la cultura culinaria della propria

terra. Spesso però sono necessari

adattamenti ai gusti locali per poter

soddisfare le esigenze dei clienti.

Lo stesso vale per la ristorazione

italiana all’estero. Fortunatamente

io ho sempre lavorato in ristoranti

dove si richiedeva la vera cucina

italiana senza compromessi.

Hai poi lasciato l’attività classica di

chef all’interno di un punto vendita

per ‘spostarti’ in ambito formazione.

Parliamo di questa scelta…

In verità non ho lasciato completa-

mente il mio vecchio lavoro: Aca-

demia Barilla è un contenitore ricco

di attività e di progetti interessanti.

Oltre a svolgere il ruolo di Ambascia-

tori della cucina italiana all’estero,

organizziamo eventi di cucina in

tutto il mondo e, come un qualsia-

si altro ristorante, facciamo vivere

esperienze gastronomiche ai nostri

ospiti.

Parliamo del tuo lavoro in Acade-

mia Barilla…

Il mio lavoro in Academia Barilla

è molto affascinante e dinamico.

Ogni giorno mi confronto con chef