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APR. MAG. 2018

una materia prima di dubbia qualità,

il risultato non è assicurato.

Quando si parla di materie prime

con gli addetti ai lavori tutti parla-

nodi qualità, fresco,

eccellenza.Ma

l’eccellenza costa e non sempre un

ristoratore puòpermettersi questo

lusso. Ci sono sul mercato prodotti

ingradodi garantire buone perfor-

mance in termini di qualità?

L’eccellenza ha un suo prezzo. Ad

esempio, un pomodoro che non ha

sapore richiede più attenzione da

parte di chi lo lavora di un pomo-

doro bello e saporito e questo vale

per carne, pesce e verdure di vario

genere… Ma il prodotto di qualità

non è sempre il più caro. Per questo

dobbiamo fidarci dei nostri fornitori

con i quali instaurare un rapporto

di stima reciproca. Le aziende serie

cercano di trovare soluzioni valide

per i propri clienti che spesso si

trovano a dover combattere con

problemi derivanti dalla crisi, senza

voler trascurare la qualità.

Come selezionare i fornitori?

I prodotti che scegliamo devono

essere buoni, belli e profumati.

Ci devono anche trasferire idee

e sensazioni. Spesso acquistiamo

in base a un’attrazione che poi si

trasforma nel piatto che andiamo

a presentare. Quante volte succe-

de che ci avviciniamo al banco del

pesce, della carne o delle verdure

e veniamo attirati da tutto questo?

Può succedere che la nostra idea

iniziale venga modificata in base

alle nostre percezioni.

Come deve essere la cucina oggi?

Semplice ma curata, quotidiana ma

ricercata, tradizionale ma con quel

tocco innovativo.

Quali sono gli errori più comuni

che un ristoratore proprio non

deve fare?

Non saper gestire gli acquisti ri-

empiendo dispensa e frigoriferi

con prodotti non necessari; menù